Fiorenzuola d'Arda: tra salumi, supereroi e fibra di carbonio
In occasione delle aperture straordinarie promosse dal Fondo Ambiente Italiano, ci concediamo una gita gastronomico-culturale-industriale a Fiorenzuola d'Arda, località vicina a Piacenza.
Prima missione: il pranzo
L'obiettivo iniziale era individuare una classica osteria d'altri tempi: tovaglie a quadretti rossi, oste "burbero ma dal cuore d'oro", porzioni capaci di sfamare una squadra di muratori e prezzi da anni Settanta. Situazione chiaramente non più realistica, nel bene o nel male.
Le nostre speranze si concentrano sull'Osteria Felina, una sorta di negozio-osteria affacciato sulla statale tra Fiorenzuola e Piacenza.
Contrariamente alle aspettative, il locale è gremito, soprattutto di persone del posto, circostanza che, in genere, rappresenta un certificato di buon rapporto qualità/prezzo.
Dopo una breve fase tattica riusciamo a conquistare l'ultimo tavolo disponibile, collocato proprio davanti al bancone del bar: non esattamente una saletta riservata, ma comunque meglio del marciapiede.
La prima sorpresa arriva quando veniamo informati che "non c'è cucina".
Qualche secondo di smarrimento, poi scopriamo che il menù è basato esclusivamente su prodotti freddi di qualità: salumi piacentini, roast beef, carne salada, mozzarella, burrata, gorgonzola, pecorino e altre tentazioni del genere. Volendo, il tutto era disponibile anche in versione "ridotta".
Quando arrivano i piatti comprendiamo rapidamente che il significato locale di "ridotto" differisce sensibilmente da quello riportato sul vocabolario della lingua italiana.
Le porzioni sono infatti decisamente generose. Tuttavia, per spirito di sacrificio e senso del dovere (ma soprattutto per il fatto che tutto era particolarmente buono), riusciamo a portare a termine l'impresa senza lasciare superstiti nel piatto.
Bilancio finale: 18 euro a testa, comprensivi di acqua minerale e caffè. Un prezzo che, di questi tempi, rischia quasi di essere considerato una pratica sovversiva.
Breve passeggiata nel centro storico
Terminata la fase alimentare, ci trasferiamo nel centro di Fiorenzuola.
La cittadina trasmette l'impressione di un centro operoso e industriale più che di una destinazione turistica. Le emergenze artistiche principali si concentrano nella bella Collegiata di San Fiorenzo, notevole esempio di gotico lombardo, iniziata intorno al 1270 ma consacrata soltanto nel 1525 e la vicina torre campanaria, realizzata in epoca successiva ma con una base costituita da blocchi lapidei che sembrano provenire da costruzioni assai più antiche, forse romane o longobarde.
Merita inoltre uno sguardo il Palazzo Grossi, elegante edificio della fine del Quattrocento, impreziosito da belle finestre in cotto.
Quando il gotico incontra i supereroi
A rendere la visita meno prevedibile del solito interviene una "fortunata" coincidenza: nel centro cittadino è in corso una manifestazione dedicata ai cosplayer.
Per le strade si aggirano Ghostbusters, Jedi, aspiranti maghi di Hogwarts e una quantità di personaggi provenienti da fumetti, cinema e cartoni animati.
La situazione raggiunge livelli di surreale perfezione davanti alla Collegiata di San Fiorenzo.
Ai lati del portale, infatti, sembrano montare la guardia due figure decisamente inconsuete per un edificio religioso: da un lato la gigantesca armatura Hulkbuster di Iron Man, dall'altro La Cosa (Ben Grimm) dei Fantastici Quattro.
Probabilmente non erano previsti nel progetto originario del XIII secolo, ma bisogna riconoscere che svolgevano egregiamente il servizio di sicurezza.
Il MAE Museum: la tecnologia del futuro raccontata con chiarezza
Alle ore 15 ci si trasferisce nell'area industriale della città per la visita al MAE Museum, apertura straordinaria organizzata dal FAI.
La MAE S.p.A. è una realtà di assoluto rilievo internazionale: è tra le pochissime aziende al mondo in grado di realizzare linee complete per la produzione della fibra di carbonio. L'azienda ha inoltre raccolto e salvaguardato gran parte del patrimonio tecnologico italiano sviluppato negli anni da Montefibre, SNIA ed ENI nel settore delle fibre acriliche, precursore fondamentale della fibra di carbonio.
Il museo, particolarmente suggestivo e innovativo, è stato progettato da CRA-Carlo Ratti Associati in collaborazione con Italo Rota.
Il percorso espositivo riesce a trasformare un argomento apparentemente molto tecnico in un racconto chiaro e coinvolgente. Merito sia dell'allestimento sia delle spiegazioni fornite dal personale interno dell'azienda e dalla nostra preparata accompagnatrice volontaria del FAI.
Particolarmente efficace è la sezione che illustra il percorso che porta dalla fibra acrilica alla fibra di carbonio, consentendo di comprendere come un materiale ormai indispensabile in settori quali aeronautica, automotive, energie rinnovabili, sport e biomedicale nasca da processi industriali estremamente sofisticati.
La conclusione della visita è affidata a una serie di manufatti e prototipi realizzati in fibra di carbonio, che permettono di apprezzarne concretamente le caratteristiche: leggerezza sorprendente, elevatissima resistenza meccanica e versatilità applicativa. Dalle biciclette ai componenti aeronautici, tutto testimonia il ruolo sempre più importante di questo materiale nell'industria contemporanea.
Conclusioni
La giornata si è rivelata decisamente più varia del previsto: salumi eccellenti, architettura medievale, supereroi a presidio di una chiesa gotica e una sorprendente immersione nel mondo dell'innovazione industriale.
Non capita tutti i giorni di passare nel giro di poche ore dai salumi piacentini alla fibra di carbonio, con una breve sosta tra Hulkbuster e i Fantastici Quattro. Fiorenzuola d'Arda, in questo, si è dimostrata decisamente più ricca di sorprese di quanto lasciasse immaginare a prima vista.
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