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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

L'amore, in teoria - (Luca Lucini, 2025) - Recensione - Con Nicolas Maupas, Martina Gatti, Caterina De Angelis

petardo

 

Leone è un brillante studente di filosofia, gentile e sensibile ma incapace di dichiarare i propri sentimenti. Da anni è innamorato di Carola, ex compagna di liceo che però continua a frequentare il coattissimo Manuel. Carola sfrutta spesso la disponibilità di Leone, arrivando persino a far credere ai propri genitori che lui sia il suo fidanzato ufficiale.

A causa di ripetute violazioni del codice della strada da parte di Manuel alla guida della lussuosa auto dei genitori di Carola, Leone viene accusato ingiustamente e condannato ai servizi sociali. Proprio questa disavventura cambia la sua vita: durante il servizio incontra Flor, una giovane attivista ambientalista dal carattere libero e indipendente, e Meda, un senzatetto filosofo che diventa per lui una sorta di guida spirituale.

Il rapporto con Flor porta Leone a mettere in discussione le sue idee romantiche e a confrontarsi con l'amore reale, molto diverso da quello idealizzato che aveva coltivato per anni verso Carola. Quando quest'ultima torna a farsi avanti, Leone si trova a dover scegliere tra il sentimento che aveva sempre sognato e la possibilità di una crescita autentica accanto a Flor.

Il film racconta quindi il passaggio dall'amore immaginato all'amore vissuto, mostrando il percorso di maturazione di un ragazzo che scopre che i sentimenti non sono una teoria da studiare, ma un'esperienza da affrontare (anche) con coraggio.

 

"L’amore, in teoria" è una commedia romantica italiana diretta da Luca Lucini e interpretata da Nicolas Maupas, certamente adatto al ruolo del protagonista.

Nella sua parte iniziale, il film si rivela una piacevole sorpresa. Costruisce infatti un racconto generazionale abbastanza intelligente e, almeno per buona parte della pellicola, riesce a evitare molti dei cliché tipici della commedia sentimentale italiana contemporanea. Il protagonista Leone, studente di filosofia timido e incapace di tradurre in esperienza concreta le proprie teorie sull'amore, offre uno spunto narrativo interessante, sviluppato con leggerezza ma senza grosse superficialità.

Riuscita è la scelta registica di interrompere il flusso della narrazione con brevi inserti in bianco e nero: primi piani di giovani, non necessariamente coinvolti nella vicenda principale, che raccontano impressioni, dubbi o semplici riflessioni sui sentimenti. Questi momenti aggiungono inaspettati tocchi di sincera realtà che drammatizzano un po' il tono leggero del lungometraggio.

Purtroppo il film non riesce a mantenere costantemente questo livello di qualità: la sceneggiatura tende progressivamente a banalizzarsi, scegliendo spesso scorciatoie narrative poco credibili.

Anche la colonna sonora riflette questa discontinuità. I brani scelti risultano gradevoli e in alcuni casi particolarmente efficaci nel sottolineare gli stati d'animo dei personaggi. Tuttavia l'insieme appare poco omogeneo: i diversi pezzi faticano a costruire una vera identità sonora del film.

Inoltre, la presenza di canzoni già ampiamente utilizzate in altre produzioni cinematografiche contribuisce a generare una certa sensazione di déjà-vu, riducendo l'originalità complessiva dell'accompagnamento musicale.

 

Voto; 7/10

L'amore, in teoria - (Luca Lucini, 2025) - Recensione - Con Nicolas Maupas, Martina Gatti, Caterina De Angelis
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