Anna - (Monica Guerritore, 2025) - Recensione - Con Monica Guerritore, Tommaso Ragno
"Anna" è un film biografico dedicato alla figura di Anna Magnani.
La vicenda si svolge principalmente nella notte del 21 marzo 1956, quando Anna Magnani si trova a Roma in attesa della telefonata dagli Stati Uniti che potrebbe confermarle la vittoria dell'Oscar come miglior attrice per La rosa tatuata. Mentre aspetta, percorre la città e ripercorre i momenti fondamentali della propria esistenza.
Attraverso ricordi e incontri emergono la sua tormentata relazione con Roberto Rossellini, il dolore per l'abbandono in favore di Ingrid Bergman, le difficoltà legate al figlio Luca, i conflitti con il mondo di Cinecittà e la lotta per affermare la propria autenticità artistica.
La vittoria dell'Oscar rappresenta il culmine della sua carriera, ma il film mostra come quel trionfo sia anche l'inizio di una fase più amara: Magnani si trova progressivamente emarginata da un cinema che sta cambiando, costretta a confrontarsi con la solitudine, il passare del tempo e le ferite sentimentali mai rimarginate.
Con "Anna", film scritto, diretto e interpretato da Monica Guerritore, al suo esordio dietro la macchina da presa, ci troviamo di fronte prima di tutto a un'opera d'amore. Un amore per Anna Magnani, per il suo noto carattere indomito, per la sua fragilità nascosta e per quel modo irripetibile di stare davanti alla vita prima ancora che davanti alla cinepresa. La sceneggiatura, firmata insieme al prematuramente scomparso Andrea Purgatori, sembra nascere da un coinvolgimento emotivo profondo, quasi da un'identificazione tra l'attrice-regista e il personaggio raccontato. Viene spontaneo pensare che alcune ferite, alcune battaglie professionali e certi sentimenti di solitudine artistica appartengano, almeno in parte, anche all'esperienza personale della Guerritore.
La scelta di concentrarsi sulla notte dell'attesa dell'Oscar del 1956 permette al film di muoversi continuamente fra memoria, rimpianto e riflessione.
L'interpretazione della Guerritore è intensa e generosa. La sua Anna Magnani è, nei momenti pubblici, volutamente "romanesca", caricata nei toni, nelle inflessioni e negli atteggiamenti. Una scelta probabilmente consapevole, pensata per restituire la forza istintiva e popolare della grande attrice, ma che in alcuni momenti rischia di apparire eccessiva e talvolta perfino indigesta ad alcuni.
Altri personaggi risultano invece, al contrario, troppo contenuti. Emblematica è la figura di Roberto Rossellini, interpretato da Tommaso Ragno, la cui recitazione appare rigida, quasi impassibile. È possibile che si tratti di una scelta deliberata, volta a trasformare Rossellini più in un fantasma emotivo che in un personaggio reale.
Non convince del tutto nemmeno la colonna sonora. In diversi passaggi sembra procedere per conto proprio, alternando momenti efficaci ad altri meno pertinenti rispetto alle immagini e al tono del racconto. L'impressione è di una certa discontinuità che indebolisce l'unità emotiva del film anziché rafforzarla.
Sul piano visivo e narrativo emergono qua e là momenti di sincera partecipazione, soprattutto quando il racconto abbandona la cronaca e si concentra sulla donna dietro l'icona. Sono però episodi isolati in un insieme che fatica a trovare un equilibrio stabile tra ricostruzione storica, memoria personale e dichiarazione d'amore cinematografica.
In conclusione, Anna è un film animato da intenzioni nobili e da una partecipazione autentica della sua autrice, ma presenta più ombre che luci. Chi ama profondamente la figura di Anna Magnani potrà probabilmente lasciarsi coinvolgere dall'omaggio; chi invece, come il sottoscritto, non è particolarmente incline ai film biografici potrebbe uscirne con una sensazione di parziale insoddisfazione.
Voto: 6/10.
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