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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Una sterminata domenica - (Alain Parroni, 2023) - Recensione - Con Enrico Bassetti, Zackari Delmas, Federica Valentini,

petardo

 

"Una sterminata domenica" è un film drammatico del 2023 diretto da Alain Parroni.

La trama segue tre adolescenti della periferia romana: Alex, Kevin e Brenda, che trascorrono un'estate torrida vagando senza meta tra la città, la campagna e il litorale. Brenda è incinta e il trio vive in un equilibrio fragile fatto di amicizia, dipendenza reciproca e incertezza sul futuro.

Quando un'allusione e alcune tensioni sentimentali incrinano il rapporto tra i tre, i ragazzi sono costretti a confrontarsi con la crescita, le responsabilità dell'età adulta e la fine dell'adolescenza. Il film racconta il loro spaesamento esistenziale, la noia delle periferie e il desiderio di trovare un posto nel mondo.


Con "Una sterminata domenica", opera prima di Alain Parroni, il cinema italiano trova una voce capace di raccontare il disagio giovanile con uno sguardo insieme realistico e visionario.

Ambientato tra le periferie romane e il litorale laziale, il film segue il vagabondare di tre adolescenti che sembrano vivere in una sorta di domenica interminabile fatta di attese, inquietudini, noia e assenza di prospettive.

Ciò che colpisce immediatamente è il linguaggio visivo. Parroni costruisce immagini innovative per taglio e composizione, caratterizzate da colori fortemente contrastati, quasi eccessivi, che però non hanno nulla di gratuito. Questa scelta estetica amplifica la percezione di un mondo deformato dal caldo, dalla noia e dall'incertezza, trasformando la periferia in uno spazio mentale oltre che geografico. Il risultato è un realismo che sfocia spesso nella visione, senza mai perdere il contatto con la concretezza dei luoghi e dei personaggi.

Originale è anche il lavoro sul sonoro. In più momenti i rumori sembrano svincolarsi dalle immagini che li accompagnano e rimandano invece alla scena precedente. Questo slittamento percettivo produce un effetto straniante che contribuisce a immergere lo spettatore nello stato emotivo dei protagonisti, rendendo ancora più evidente la loro sensazione di smarrimento e disconnessione dal mondo.

Il film racconta una gioventù marginale e disorientata, quella delle periferie urbane degradate, ma il suo sguardo va oltre il contesto specifico. L'apatia, la difficoltà di immaginare il futuro e la ricerca di un'identità riconoscibile appartengono infatti a una condizione generazionale molto più ampia. In questo senso, la vicenda di Alex, Kevin e Brenda assume una valenza universale.

L'unico vero limite dell'opera riguarda la comprensibilità dei dialoghi. La scelta dell'audio in presa diretta, unita alla forte caratterizzazione romanesca del linguaggio, rende spesso difficile seguire le conversazioni senza ricorrere ai sottotitoli. Tuttavia, la rapidità e la concitazione di molte battute lasciano frequentemente poco tempo per leggerli con la necessaria attenzione, creando una barriera che rischia di allontanare parte del pubblico.

L'atmosfera richiama inevitabilmente il cinema di Pier Paolo Pasolini. A circa sessant'anni di distanza dai suoi racconti delle borgate romane, Parroni torna negli stessi territori fisici ed esistenziali, osservando una nuova generazione di esclusi. Naturalmente il linguaggio è diverso, contemporaneo e profondamente influenzato dalla cultura visiva odierna, ma permane quella stessa attenzione per gli individui ai margini e per le periferie come luoghi simbolici di trasformazione sociale.

Interessante anche il contributo musicale di Shirō Sagisu, autore di una colonna sonora che accompagna il racconto senza sovrastarlo, dialogando con le immagini e con le esigenze narrative del film.

In conclusione, Una sterminata domenica è un'esperienza cinematografica innovativa e coinvolgente, un esordio che dimostra una notevole maturità espressiva. Pur con qualche difficoltà di fruizione legata ai dialoghi, il film di Alain Parroni si distingue per la forza delle immagini, l'originalità del sonoro e la capacità di raccontare il disagio contemporaneo attraverso una forma che non è mai fine a se stessa, ma sempre coerente con ciò che vuole rappresentare.

Un'opera prima coraggiosa, che lascia intravedere un autore da seguire con grande attenzione.

Voto: 8/10

Una sterminata domenica - (Alain Parroni, 2023) - Recensione - Con Enrico Bassetti, Zackari Delmas, Federica Valentini,
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