Levanto - Beppe severgnini
Quest’anno Levanto ha deciso di riprendersi qualche libertà creativa rispetto ad anni in cui succedeva poco: non solo mare, focaccia e passeggiate, ma anche uno spinoff del Festival della Comunicazione di Camogli.
Il risultato si chiama "Levanto Incontra", tre appuntamenti sul sagrato della Chiesa di Sant’Andrea, che già di suo è un palcoscenico naturale con, in più, la mitica brezza serale di Levanto.
Gli ospiti? Una triade da salotto televisivo: Beppe Severgnini, Federico Rampini e Paolo Crepet.
Stasera tocca a Severgnini, che arriva con il suo nuovo libro dal titolo lungo quanto una riflessione filosofica: “Socrate, Agata e il futuro. L’arte di invecchiare con filosofia”.
Un titolo che, già da solo, promette più saggezza di quanta se ne possa trovare in un’intera estate di aperitivi.
E la sorpresa è che Severgnini, giornalista, scrittore e volto televisivo noto anche alle nonne, dal vivo è ancora più disinvolto e simpatico di quanto appaia in TV.
Un po’ come quei ristoranti che sembrano buoni su Tripadvisor e poi, miracolosamente, lo sono davvero.
Sul palco conferma il suo carattere: bonario, pacato, mai caustico.
Certo, qualche frecciatina la lancia, soprattutto verso il collega Travaglio, ma sono leggere, ventilate, educate.
La serata scorre tranquilla, interessante, senza scossoni. Il pubblico ascolta, annuisce, sorride: tutto molto civile.
E alla fine si ha la sensazione che questa iniziativa del paese sia davvero un’ottima idea: un modo elegante per dire che la cultura, ogni tanto, può anche essere piacevole.
/image%2F1103575%2F20260712%2Fob_54840a_img20260711211448.jpg)