Chiavari lirica - Concerto al tramonto
Il concerto lirico al tramonto, allestito sul piazzale della Chiesa di San Michele di Ri Alto a Chiavari, leggermente in altura e affacciato su una vista che si apre sul mare (splendida) e sulla città (meno splendida, ma parte del pacchetto), portava il titolo altisonante L’Opera Lirica risplende al tramonto. Un titolo che suonava più come un esercizio di retorica che come una promessa artistica. Per fortuna, la musica ha mantenuto ciò che il titolo millantava.
Sul palco, una squadra ben assortita:
Li Bei Bei, soprano
Zhao Huan, soprano
Davide Piaggio, tenore e direttore artistico
Andrea Vulpani, pianista
Francesco Barbagelata, pianista
Le due soprano, giovani e pluripremiate, rappresentano quella presenza orientale che ormai è diventata quasi una costante nei ruoli lirici più impegnativi: tecnica solida, voce luminosa, presenza scenica misurata ma efficace.
Il programma ha pescato soprattutto da Puccini e Mascagni, come da tradizione dei gala estivi: melodie che non falliscono mai, arie che anche chi non frequenta i teatri riconosce dopo tre battute. E, vista l’etnia delle cantanti, non poteva mancare Madama Butterfly: mentre le voci si libravano, sullo sfondo le navi passavano all’orizzonte, perfette comparse involontarie. Mancava solo un fil di fumo per completare la citazione.
Capitolo tenore: Davide Piaggio, colpito da un problema di raffreddamento, ha scelto la via prudente e si è limitato a presentare. Tuttavia, dalle sue risate in do di petto alla “Ah! Ah! Ah!” di Tonio nei Pagliacci, nessuno avrebbe potuto dubitare della sua professione. Anche raffreddato, un tenore resta un tenore: la voce scalpita, vuole uscire, e si sente.
I pianisti, Vulpani e Barbagelata, hanno sostenuto il concerto con eleganza e precisione, senza mai rubare la scena ma senza neppure scomparire e, in sustituzione dei brani che avrebbe dovuto cantare il tenore, hanno eseguito brani di piano solo.
Alla fine, lo spettacolo è stato bello, anche piuttosto emozionante. Merito della luce, del mare, delle voci, e di quel misto di professionalità e spontaneità che rende certi eventi estivi più riusciti di molte serate “ufficiali”.
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