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Viaggio - Da Vigevano a Liegi - Kayserberg

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Viaggio - Da Vigevano a Liegi - Kayserberg

Il viaggio: Vigevano → Svizzera → Kaysersberg

Partenza da Vigevano, entusiasmo alle stelle (compatibilmente con l'eta'), e poi… la Svizzera.
Quel tratto di autostrada dove ogni chilometro costa quanto un antipasto di pesce. Gli autogrill, però, compensano: bagni talmente puliti che ti senti in colpa a usarli, e il famoso euro di ingresso convertibile in un prodotto. Un modello economico che definirei “capitalismo gentile”: paghi per fare pipì, ma ti danno un cioccolatino.

 

Kaysersberg

Arrivo a Kaysersberg verso le 16, dopo un pranzo “tipico” a Colmar: Ikea.
Perché niente dice “Alsazia” come un salmone con salsa all’aneto mangiato sotto una lampada chiamata FJÄLLBO.

 

Kaysersberg nasce nel Medioevo come borgo fortificato lungo la via dei vini, conteso tra ducati, imperi e gente che evidentemente aveva molto tempo libero per litigare su chi dovesse possedere un ponte. Il castello domina ancora il paese, le case a graticcio sono autentiche (anche se oggi sembrano tutte uscite da un concorso “La più fotogenica del 2026”), e il centro storico conserva un’impronta reale, non solo da cartolina. In breve: non è Disneyland, ma ci prova con impegno.

 

Trovare l’ingresso dell’alberghetto richiede un certo spirito d’avventura. Una volta dentro, è decoroso, pulito, accogliente… e senza aria condizionata.
In Alsazia.
A giugno.
Con 32 gradi.
Grazie, cambiamento climatico.

La stanza offre quindi un’esperienza immersiva: dormire in un borgo medievale come se fossi davvero nel Medioevo, cioè sudando.

 

Kaysersberg è turistico, inutile girarci attorno. Ma non è fuffa: il castello è autentico, il ponte fortificato pure, e le case a graticcio sono originali (anche se alcune ristrutturazioni sembrano fatte da qualcuno che ha scoperto il pantone dei colori pastello e non ha più saputo fermarsi).
Il risultato è un borgo che funziona, piace.

 

Cena: La Parenthèse Gourmande

Locale semplice, tranquillo, specializzato nella tarte flambée, la pizza alsaziana che non è una pizza ma ci prova.
Buona, discreta, economica.
Nulla che ti cambi la vita, ma giusta per la serata.


La sera: il regno del silenzio

Dopo le 22.30 il cielo è ancora chiaro, ma il paese è già spento.
Qui la sera non “inizia”: finisce.
Tutto chiuso, poche luci, pochissima gente.
Se cerchi movida, vai altrove.
Se cerchi tranquillità assoluta, sei nel paradiso.
Passeggiata tra vicoli silenziosi, case a graticcio illuminate appena, atmosfera tra la fiaba nordica e pertugi bui dall'inquietante carattere medievale.
Molto bello, molto quieto, molto “alle 23 qui dormono tutti”.

 

La mattina: redenzione croissant

Colazione in una sala da tè miracolosamente aperta.
Croissant ottimi, fragranti, burrosi: la Francia che funziona.
Un momento di pura gioia prima di ripartire verso Liegi, dove la vita riprende ritmo, rumore e densità umana.

 

Conclusione
Kaysersberg è un borgo che ti accoglie con bellezza, ti cuoce lentamente nella stanza senza aria condizionata (ma probabilmente solo in casi eccezionali, come, ahimè, questo), ti sfama con tarte flambée, ti addormenta con il silenzio e ti saluta con croissant perfetti.
Un’esperienza completa, equilibrata, ironicamente memorabile.

Viaggio - Da Vigevano a Liegi - Kayserberg
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Il ponte fortificato

Il ponte fortificato

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La lunetta del portale romanico della chiesa "Église de l’Invention de la Sainte-Croix" del XIII secolo che racconta, in arenaria rossa, la Coronazione della Vergine.

La lunetta del portale romanico della chiesa "Église de l’Invention de la Sainte-Croix" del XIII secolo che racconta, in arenaria rossa, la Coronazione della Vergine.

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