The place - (Paolo Genovese, 2017) - Recensione di Antonella - Con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessandro Borghi, Silvio Muccino, Alba Rohrwacher
Questo film, io, l’avrei chiamato Le Vie del Signore.
Perche` anche se non esplicitamente, e` di lui che si parla, per tutto il tempo, guardando all’opera questa specie di angelo pasticcione, il ritratto di un povero angelo mandato in punizione sulla terra a vedere se gli riesce di trovare i coperchi per certe pentole che davvero non vogliono lasciarsi chiudere.
Il metodo e` orribile e originale: per ogni richiesta (guarire un marito malato di Alzheimer, o un bambino malato di cancro) o desiderio (diventare piu` bella), il nostro angelo strano (Mastandrea) assegna semplicemente un contrappasso: per avere una cosa buona bisogna compierne una orrenda.
Lo sconcerto iniziale dello spettatore e` palpabile, quando entra in scena un poliziotto che vuole trovare il bottino di un colpo e lui gli assegna la corvee` di picchiare a sangue un uomo, senza motivo, o quando arriva una tenera e gentile vecchietta che vuole guarire il marito dall’Alzheimer e a questo scopo, su consiglio del “non-angelo” sta preparando una bomba e ha gia` deciso dove piazzarla per farla esplodere.
Cosi` da uno spavento all’altro procediamo nel film in preda a uno stato di ansia che pero` va scemando, rendendoci conto a poco a poco che questo angelo cattivo poi tanto cattivo non e`, e che le sue richieste assurde non vengono esattamente da lui, ma stanno scritte su un librone malridotto che sembra arrivato dal deserto dopo secoli.
E perfino, stranamente, certe pentole si richiudono da sole contro qualunque previsione, certi desideri assurdi vengono alla fine tralasciati perche` diventa manifesta la loro assurdita`, certe speranze vengono inopinatamente soddisfatte.
Ma certe no.
E cosi` ci convinciamo definitivamente che l’angelo pasticcione e` Dio o qualcuno che esegue i suoi ordini, colui che tutto sa ma, siccome non puo`/non vuole dirigerci come burattini, cerca di orientarci con un metodo tutto suo che a volte funziona, a volte no, perche` a volte riusciamo a essere piu` cattivi di lui, a volte forse c’e` una causalita` pazza che riesce a sfuggire perfino a lui.
La morale di questo film e` che, se ci si salva, ci si salva da soli.
Che se vogliamo ne siamo capaci.
Forse.
(e in questa parola sta tutto).
