Manhattan (Woody Allen, 1979)
Splendido bianco e nero per un film “d’annata” di Woody Allen.
Si racconta una storia d’amore un po’ inverosimile tra un bruttino quarantenne (Woody Allen) e un’adolescente bellissima (Margaux Hemingway), inframmezzata dalla storia di lui con l’amante di un suo amico (Diane Keaton), intellettuale a prima vista insopportabile ma forse soltanto fragile. La panoramica sul mondo femminile e` completata dall’ex-moglie (Meryl Streep), lesbica, che vive con il figlio avuto da Woody e con la sua compagna, per la quale lo ha lasciato.
La storia si snoda tra le disavventure di lui e il suo interfacciarsi con tutte queste donne: lui lascia il lavoro, per rabbia, e per scrivere un libro che non comincia mai; l’ex-moglie scrive un libro sul loro matrimonio includendo particolari troppo personali che lo mandano su tutte le furie; la nevrotica Diane Keaton prima lascia l’amico per lui e poi lui per l’amico; la ragazzina rinuncerebbe, per lui, ad andare a Londra a studiare, lui sentendosi troppo vecchio la convince ad andare, poi ci ripensa, ma quando si rifa` vivo e` troppo tardi e la partenza e` inevitabile.
Ma forse, tra sei mesi, si rivedranno..
Una trama caotica inframmezzata da feste, vernici di mostre d’arte e altri eventi di un ambiente intellettuale che vive in case raffinate, intento a discutere e a riflettere su tutto ma piuttosto lontano dalla realta` quotidiana.
La nevrosi del mondo dei quarantenni si stempera nel modo di vedere le cose della ragazzina, che sembra avere un approccio piu` ingenuo e meno disincantato nei confronti della vita; nella cocciutaggine con cui persevera nel suo tentativo di continuare la storia con il quarantenne Woody rivela pero` una maturita` notevole e quasi una specie di saggezza. Il suo personaggio mi e` sembrato il piu` positivo, mentre gli altri sembrano un po’ disorientati e meno capaci di dominare le situazioni e i propri sentimenti.
Bellissimo film, non leggero ma coinvolgente.
La colonna sonora, con la Rapsodia in Blu di George Gershwin sottolinea una New York bellissima, raffinata e relativamente poco caotica, come forse lo spettatore non si aspettava.
Le attrici sono bravissime, Woody Allen sembra recitare se stesso..
