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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Isole (Stefano Chaintini, 2011) con Asia Argento e Anna Ferruzzo

petardo

 

Film del 2011 di Stefano Chiantini.

“Nessun uomo e` un’ isola..” recitava un famosissimo pezzo di John Donne (quello che invita a non domandare per chi suona la campana): ma questo film parla proprio di persone che non solo vivono su un’isola (delle Tremiti), ma sono proprio un po’ isole, ognuno a suo modo.

Isolato, o meglio, solo, e` Ivan (impersonato da  Ivan Franek), immigrato irregolare dell’ Est,  che arriva sull’ isola per cercare lavoro; “solo” (in parte, e quasi di proposito), e anche un po’ “isolato”, a causa di una paralisi e forse anche del suo carattere, e` l’anziano parroco, Don Enzo (Giorgio Colangeli) appena rientrato dall’ospedale e ancora parzialmente disabile, che ospita Ivan in casa sua come badante-tuttofare.

Ciascuna con una sua solitudine diversa sono le due sorelle del parroco: Asia Argento, che interpreta Martina, muta ma non da sempre, che vive con Don Enzo, e Anna Ferruzzo nella scomoda parte di Wilma, la sorella meno “strana” ma impicciona, iperprotettiva, ansiosa, prevenuta e un po’ razzista.

Martina non parla piu`, si intuisce che qualcosa sia successo nel passato, ma non si riesce bene a saperlo fino alla fine: ha solo una grande cura per gli alveari del parroco, di cui si occupa personalmente, proteggendosi  con indumenti da lavoro professionali, guantoni e maschera,  in cui lei sembra rinchiudersi come in una corazza che la protegga dal mondo esterno.

Wilma, come dicevo, e` una persona piu` comune e meno simpatica (per l’attrice, un personaggio piu` “fastidioso”e quindi forse piu` difficile da interpretare); e` il tipo onnipresente che vorrebbe avere tutto sotto il proprio controllo, che sgrida e da` ordini, che si crede indispensabile perche fa piu` del necessario, ma fa anche cio` che nessuno le chiede, anzi, fa “a sproposito” e resta amareggiata perche` nessuno la ringrazia.

In piu`, ha un fidanzato “interessato”, forse piu`che a lei,  a trasformare gli alveari del parroco in un piu` redditizio residence per turisti.

Come molte delle storie cinematografiche di questo periodo, anche questa e` una “tranche”; la storia si apre e poi si richiude senza spiegare tutto, senza una vera conclusione  (ah, i bei tempi dei film hollywoodiani, in cui l’ ultima scena era, invariabilmente, il bacio tra i due protagonisti che, dopo le peripezie, suggeriva un roseo futuro..).

Qui la parola fine lascia tutti i protagonisti un po’ rasserenati dopo una parentesi quasi-da-favola, ad affrontare un futuro che si porta dietro tutte le ansie del passato.

Isole, soli, tutti davanti alla vita, cammini individuali che si incrociano e poi ripartono in direzioni opposte. La comunicazione e` un istante, che puo` esser  anche splendido ma ha una data, un evento di scadenza, a volte per casualita`, a volte per errate scelte umane.

Film bello e molto ben calibrato: Asia Argento dice forse due parole, ma e` molto espressiva e intensa. Anna Ferruzzo, attrice pugliese con esperienze teatrali, entra con impegno e bravura in questa parte antipatica ma, ahime`, molto verosimile; Ivan Franek e` bravissimo a rendere il suo personaggio un misto di tenerezza e paura, di energia costretta a frenarsi per sopravvivere. Giorgio Colangeli costruisce bene il personaggio di un uomo malato ma non vinto, inizialmente scontroso ma capace di disponibilita` umana.

Belle anche le immagini.

 

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