Quasi fratelli - ( Antonio Padovan, 2025) - recensione - Con Francesco Centorame, Pierpaolo Spollon, Ludovica Martino
Due donne, amiche fin dall'infanzia, scoprono di essere incinte nello stesso periodo e, insieme ai loro mariti, vivono la maternità e i primi mesi di vita dei figli.
Un tragico incidente però le porta via entrambe, lasciando i rispettivi mariti soli con i bambini.
I due uomini, incapaci di affrontare da soli il lutto e la nuova vita da padri vedovi, decidono di sostenersi a vicenda e scelgono di andare a vivere nella stessa casa.
Con il tempo costruiscono una nuova forma di famiglia, inattesa ma sorprendentemente armoniosa.
"Come fratelli" è un film che affronta con leggerezza, ma non con superficialità, temi quali il lutto, la paternità e la fragilità maschile, mantenendo un tono sorprendentemente lieve.
La sceneggiatura, di Martino Coli, e la regia di Antonio Padovan scelgono una strada non scontata: raccontare la perdita non attraverso il melodramma, ma attraverso la quotidianità, gli inciampi e i piccoli gesti che ricostruiscono una vita.
Il film parte da un evento traumatico, da cui nasce un racconto che non vuole commuovere a tutti i costi, e, anzi, lascia spazio ad un sano divertimento.
Ottimi gli interpreti, compresi i bambini, evidentemente ben diretti dal regista.
Voto:8/10
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