5 giorni fuori - (Anna Boden, Ryan Fleck, 2010) - Recensione - Con Zach Galifianakis, Emma Roberts, Aasif Mandvi, Lauren Graham, Viola Davis
Dopo aver tentato (o sognato di tentare) il suicidio per l'ennesima volta, il buffo e un po' impacciato adolescente Craig decise autonomamente di farsi visitare, alle 5 del mattino, in un pronto soccorso.
Ansioso di avere delle cure che potessero risolvere al piu' presto il suo "male di vivere", riesce a forzare un po' le decisioni del medico di guardia. Viene cosi' ricoverato nel reparto psichiatrico di un ospedale.
Si pente quasi subito, anche perche' la sua dichiarata tendenza suicida non permette soluzioni rapide. All'ospedale gli prospettano almeno 5 giorni di degenza, tra compagni di reparto e di camera che lo inquietano non poco, almeno inizialmente.
Ad alleviare la situazione per fortuna ci sono Bobby, padre di famiglia che scoprira' anch'esso con tendenze suicide, e una ragazzina coetanea (manco a dirlo, assai carina) con pulsioni autolesionistiche...
5 giorni fuori e' un film tratto dal romanzo "Mi ammazzo, per il resto tutto OK" di Ned Vizzini che ha nella freschezza e una certa originalita' della narrazione il suo lato migliore.
Spesso divertente e dal taglio un po' da film adolescenziale, ma con poche cadute di tono, la pellicola sceneggiata e diretta da Ryan Fleck e Anna Boden risulta alla fine piuttosto piacevole.
Bravi gli attori, in particolare molto adatto al ruolo mi e' sembrato il protagonista, il giovane Keir Gilchrist, diciassettenne all'epoca del film.
Voto: 8/10
