I bambini del cielo - (Majid Majidi, 1997) - Recensione - Con Mohammad Amir Naji, Amir Farrokh Hashemian, Bahare Seddiqi, Nafise Jafar-Mohammadi
Ali' e Zahra sono due fratellini iraniani. Ali' ha qualche anno di piu' della sorella, e spesso aiuta la famiglia in varie incombenze.
E' molto diligente ma un po' sfortunato, e durante una commissione perde le scarpe della sorellina, appena riparate.
La famiglia e' molto povera, un altro paio di scarpe nuove non se le possono permettere. Per evitare le ire del padre (autoritario, "fancazzista" e tendenzialmente incapace) decidono di non dire ai genitori il guaio accaduto, e per andare a scuola usano entrambi le scarpe da ginnastica di Ali', a turno, dato che Zahra ci va prima del fratello.
Una corsa campestre per la quale erano in palio un paio di scarpe da tennis (per chi conquistava il terzo posto) solletica la fantasia del capace Ali'...
"I bambini del cielo", talvolta chiamato anche "I ragazzi del paradiso" e' un film iraniano molto gradevole, del regista e sceneggiatore Majid Majidi, qui al suo sesto lungometraggio.
Pur avendo una certa ingenuita' di fondo, e' ben girato e ben recitato, con i protagonisti Ali' e Zahra estremamente espressivi.
Girato a Teheran, risulta essere molto interessante anche per l'ambiente sociale che si racconta.
Non mi e' chiaro del tutto il significato del titolo...
Nel 1998 ha partecipato al'Oscar per il miglior film straniero.

