Holy water - (Tom Reeve, 2009) - Con John Lynch, Cornelius Clarke, Susan Lynch, Lochlann O’Mearain, Cian Barry
L'inizio e' piuttosto fulminante: un solitario suonatore di cornamusa su una umida scogliera si getta improvvisamente giu', lui e lo strumento musicale.
Siamo a Killcoulin's Leap in un isolato paesino irlandese, e lo spirito delle persone, anche e soprattutto giovani, non e' dissimile dall'umore del suonatore.
Il lavoro manca, le donne pure, il clima non aiuta e gli stimoli per rimanere a vivere li' sono scarsissimi.
Nei pressi del paese passano spesso dei furgoni della Pfizer contenenti bidoni di pastiglie di Viagra, prodotto che e' fabbricato in una azienda non distante e che deve passare da Killcoulin's Leap per poi raggiungere il porto da cui partira' per le varie destinazioni europee.
Al piu' "vulcanico" di 4 amici del paese, che sono anche gli elementi della band di musica irlandese locale, viene in mente di arricchirsi rubando il carico delle pillole blu con l'obiettivo di rivenderle ad Amsterdam.
Detto fatto, riescono ad impadronirsi del furgoncino con il prezioso carico, talmente prezioso che, per scovare i lestofanti, saranno chiamati addirittura gli attrezzatissimi e determinatissimi SWAT (Special Weapons And Tactics) che sono unità speciali destinate a operazioni anti-terrorismo, salvataggio di ostaggi e antisommossa.
Presi dal panico, i quattro decidono di "nascondere" i bidoni di Viagra nel pozzo dell'acqua santa presente nei pressi del paese, con tanto di statuina della madonnina piazzata sul bordo.
Ma loro non sanno che i bidoni non sono molto robusti e la' sotto il contenuto degli stessi si sciogliera' nell'acqua della falda acquifera del paesino, con risultati abbastanza facili da immaginare, anche sulle donne (?!?)...
L'inizio e l aprima parte di Holy water faceva ben sperare: l'atmosfera era quella disincantata, irriverente e goliardica di altri interessanti film provenienti da quella zona geografica.
Purtroppo il film volgera' piu' che altro in farsa, e nonostante la situazione potesse essere sviluppata in modo quantomeno divertente, la sceneggiatura perdera' presto efficacia e mordente.
Un'occasione mancata per un film che, pur rimanendo leggero come era nelle aspettative, poteva dare di piu' in termini di originalita', intelligenza e spettacolo.
Da notare, sui titoli di testa e di coda, evidenti note della casa farmaceutica del Viagra, la Pfizer, che prende le distanze nella forma e nel merito da quanto illustrato e raccontato nel film.
