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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Sei gradi di separazione - (Fred Schepisi, 1993) - Recensione

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Una sera, nella casa di una apparentemente agiata coppia newyorkese, i Kittridge, arriva casualmente Paul. Dice di essere amico dei figli (di cui conosce tutto) e figlio di Sidney Poitier.

Ha una parlantina molto intrigante che affascina i due. Trovandosi in momentanea difficolta', sara' ospitato per quella notte.

La realta' e' ben diversa, e si scoprira' che Paul e' un millantatore che sfrutta le sue capacita' oratorie (e la sua memoria prodigiosa, aggiungerei) per ingannare il prossimo, anche se non si capisce bene quale e' il suo vero scopo finale.

Scopriranno inoltre che lo stesso soggetto ha usato la stessa identica tecnica anche con molte altre persone che, in un modo o nell'atro, i Kittridge incontravano.

 

Sei gradi di separazione e' un film originale, buffo e sofisticato. Tutti parlano in frettissima come solo i newyorkesi sanno fare, e qui i dialoghi si sprecano, anche perche' il film e' tratto da una fortunata pièce teatrale.

Nel film lavora un giovane Will Smith, al suo terzo lungometraggio, nella parte di Paul, e Donald Sutherland nella parte del signor Kittridge. La moglie e' interpretata da Stockard Channing, che per questo film sara' candidata all'Oscar.

Il titolo si riferisce alla teoria per la quale ciascuna persona della terra puo' essere considerata legata a una qualunque altra attraverso 6 differenti conoscenze al massimo. Vale a dire che anche se A e B sono due persone che non si conoscono, A pero' conosce C che conosce D che conosce E che conosce F che infine conosce B.

Colonna sonora formata da musiche di Jerry Goldsmith, caratterizzata da musiche raffinate cosi' come e' questo interessante, anche se non recentissimo, film.

Sei gradi di separazione - (Fred Schepisi, 1993) - Recensione
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