Respiro - (Emanuele Crialese, 2002) - Recensione
Grazia (Valeria Golino) e' una donna sposata con Pietro, uno dei tanti pescatori che vivono a Lampedusa, isola dove e' girato il film.
Grazia ama l'isola in modo quasi patologico, anche se, rispetto agli altri abitanti dell'isola, e' "diversa". Questo comportamento "strano" (ad un certo punto liberera' tutti i cani relegati in un canile-lager perche' il marito ha soppresso uno dei suoi cani) genera' perplessita' negli abitanti, tanto che le chiederanno di andare al nord, a Milano, per delle cure.
Pur di non lasciare l'isola, Grazia si nasconde in un anfratto remoto dell'isola. L'unico a conoscere il nascondiglio e' uno dei suoi tre figli, Pasquale, che, solidale con la mamma, le portera' i mezzi di sostentamento, senza dire niente a nessuno, tanto che la crederanno morta annegata a causa di un suo vestito fatto ritrovare apposta su una spiaggia.
Respiro e' un bel film, strano, quasi metafisico come quasi metafisiche sono le costruzioni non finite presenti sull'isola, usate dai ragazzi per fare i loro talvolta crudeli giochi. Non e' quindi un film-cartolina legato solo alla bellezza del paesaggio, ma anche in questo aspetto e' controverso e complesso.
Valeria Golino e' la protagonista ideale per questo film, grazie a quel suo sguardo un po' strano e malinconico.
Nel film sono impiegati anche attori non professionisti. Un giovane Elio Germano interpreta il carabiniere, pure lui "strano" rispetto all'ambiente, una specie di "marziano" catapultato sull'isola dal nord Italia.
Interessante e suggestiva la colonna sonora, di John Surman,. Una canzone degli anni '60 cantata da Patty Pravo, l'immensita', piace molto a Grazia. La sente spesso (e la canta) attraverso un vecchio apparecchio a cassette.