Dal Belvedere di Macugnaga all'Alpe Pedriola (Rifugio Zamboni Zappa)
La zona dove sorge il Rifugio Zamboni Zappa e', a detta di molti (me compreso) una delle piu' belle ed emozionanti zone montane in assoluto.
Si tratta di un vasto pianoro erboso circondato dalle vette piu' alte del Monte Rosa con i rispettivi ghiacciai. Sembrano talmente viciini da poterli toccare. In senso orario, attorno all'Alpe Pedriola, abbiamo Punta Gnifetti (4554 m), Punta Zumstein (4563 m), Punta Doufour (4634 m, la piu' alta del Monte Rosa) e Punta Nordend (4612 m).
Siamo a 2.000 metri di altitudine, a 3 km circa in linea d'aria dalla frazione Pecetto di Macugnaga.
Raggiungere questa zona e' alla portata di molti, soprattutto se il primo tratto, da Pecetto all'Alpe Burki e poi dall'Alpe Burki al cosiddetto "Belvedere" si fa tramite seggiovia (13 euro andata e ritorno, quest'anno). Dal Belvedere, in 45 minuti di cammino non particolarmente faticoso, si giunge all'Alpe Pedriola e al Rifugio Zamboni Zappa.
Dalla fine della seggiovia, imboccando una stradina tra i pini, si giunge al limite della morena del ghiacciaio, che si deve attraversare su un percorso segnalato da appositi paletti rossi, che cambia di anno in anno a seguito della morfologia che la morena stessa assume. Qui si cammina su massi e sassi che poggiano su decine e decine di metri di ghiaccio.
Risaliti su una cresta di terreno, sempre formato dal ghiacciaio, si prosegue sul sentiero fino a raggingere il pianoro erboso dove, oltre al rifugio, ci sono antichissime baite in sassi ancora utilizzate. Questo pianoro, attraversato da un fresco ruscelletto, e' tempestato di massi che vengono utilizzati per fare un particolare tipo di "scalata corta" chiamato "Bouldering".
Nella stagione estiva al rifugio si puo' pernottare e pranzare (vedi http://www.rifugiozamboni.com/). Il rifugio e' punto di partenza per trekking e scalate anche molto impegnative.
Il percorso inizia al "Belvedere", dove arriva la funivia, attiva sia d'estate che d'inverno, quando si scia.
Il sentiero e' agevole fino al bordo della morena.
La discesa sul ghiacciaio e la successiva risalita sono un po' piu' faticosetti... Questa parte cambia di anno in anno, in funzione dei movimenti del ghiacciaio.
Dall'altra parte di prosegue dal crinale formato dal ghiacciaio stesso.
Guardando giu' dal crinale, si vedono molti grandi crepacci di ghiaccio, piuttosto emozionanti.
Alla fine, eccoci in dirittura di arrivo per lo Zamboni.
Il piano erboso ospita parecchi animali che pascolano liberi.
Costruzioni dall'aspetto arcaico sono ancora utilizzati dai pastori.
Il retro del rifugio.
In questa occasione, per la rassegna "Musica in quota", era in programma un concerto di musica ebraica. Come spettatore era presente anche Alberto Fortis, indimenticato cantautore di qualche tempo fa in una pausa del suo tour. La sedia di lilla', Settembre, Milano e Vincenzo alcuni dei suoi pezzi piu' famosi.
Alcune foto dei ghiacciai. Purtroppo le cime, in questa giornata, erano spesso coperte da qualche nuvola.
Pranzo al rifugio (due polente con formaggio, spezzatino e "tapulon", 2 crostate e 1/2 litro di vino rosso a circa 30 euro)