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Testo Libero

18 settembre 2017 1 18 /09 /settembre /2017 04:28

In questa sequenza fotografica cerchero' di illustrare le fasi del cambio di una lampadina anabbagliante (quella di destra, guardando l'auto dal davanti) della Citroen C3 Picasso, partendo dagli step piu' banali, come e' l'apertura del cofano.

Banale ma utile per i molti che non compiono praticamente mai questa operazione.

 

Nelle prime 2 foto, l'auto con indicata la posizione del faro con la lampadina bruciata.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)

Innanzitutto occorre avere a disposizione la lampadina da sostituire.

Il tipo utilizzato dalla Citroen C3 Picasso e' molto comune, con sigla

H7 - 55W.

Si puo' trovare un po' dovunque: dai negozi per il fai da te a quelli per ricambi auto e anche (se ci si fida) nei bazar cinesi.

Nelle foto sottostanti alcuni dettagli della lampadina.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)

Innanzitutto si apre il cofano.

Occorre tirare verso l'alto la levetta (un po' nascosta) presente sul lato sinistro in basso del posto guida, di fianco al pedale della frizione.

Si sentira' il "plonk" del primo sgancio del cofano.

Poi bisogna andare davanti al cofano e spostare la levetta di plastica gialla che si intravvede sotto al cofano e sollevare lo stesso, che si fissera' con la leva visibile nella terza figura qui sotto.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)

Accedendo al cofano si vedranno, dietro al gruppo ottico, due evidenti coperchi di silicone che proteggono gli alloggiamenti delle lampade.

Quello della lampadina anabbagliante e' il piu' grande. Si toglie semplicemente sfilandolo.

A questo punto e' visibile il portalampada.

Lo si prende con le dita della mano e, stringendolo con una certa forza, lo si ruota in senso antiorario di circa un quarto di giro. A questo punto si pota' sfilare il portalampada con l'annessa lampadina.

Aiutandosi con un cacciavite si sfila la lampada dal portalampada, non prima di avere guardato il posizionamento corretto della lampadina, che ha un senso di inserimento ben preciso.

Si infila la nuova lampadina nello stesso senso e si rimette il tutto nell'alloggiamento. In questo caso occorre inserirla tenendola ruotata di 1/4 di giro in senso antiorario per poi fissarla, premendo leggermente, ruotandola di un quarto di giro in senso orario.

Una volta fissata correttamente il gruppo lampadina piu' portalampada dovra' risultare ben saldo. Altrimenti occorre sfilarla e ripetere l'operazione.

Poi si rimette a posto il coperchio di silicone e si prova ad accendere i fari anabbaglianti per vedere se l'operazione e' andata a buon fine.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Citroen C3 Picasso (Sequenza fotografica)

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26 luglio 2017 3 26 /07 /luglio /2017 16:15

 

Ho una cucina Berloni della quale cui ho gia' parlato (con pregi e difetti) qui: http://petardo.over-blog.it/article-berloni-cucine-giudizio-dopo-18-anni-110105202.html .

Allo scadere dei 20 anni, il rivestimento plastico di alcune antine ha iniziato clamorosamente a "spaccarsi", rendendo la cucina inguardabile.

Per rimediare (senza cambiare tutta la cucina), abbiamo pensato di dipingere i pannelli con il rivestimento rotto come se fossero quadri.

Uno dei pannelli era quello anteriore della lavastoviglie Ariston LI460, un modello di dimensioni ridotte: 45 cm di larghezza anziche' i soliti 60 cm. Questo pannello copre la struttura metallica del pannello anteriore delle lavastoviglie. Occorreva toglierlo per dipingerlo piu' comodamente.

I lassi da fare per smontare questo pannello senza danneggiare la lavastoviglie, comunque, sono comuni anche ad altri modelli simili.

 

1) La prima operazione da fare e' quella di individuare quali viti presenti all'interno dello sportello anteriore della lavastoviglie attraversano tutto lo spessore della parte metallica dello sportello per andare ad avvitarsi nel pannello di legno, fissandolo. Queste viti andranno tolte, mentre le altre devono rimanere in sede, in quanto tengono fermi i 2 gusci del pannello metallico.

Per capire quali sono passanti e quali no, si puo' traguardare tra il pannello metallico e quello di legno, oppure passare una cartolina tra i 2 pannelli o, in ultima istanza, svitare una ad una le viti e verificare quali sono piu' lunghe dello spessore del pannello metallico.

NOTA IMPORTANTE: non si devono svitare le viti tutte assieme perche' potrebbero strapparsi i fili presenti tra i 2 gusci metallici. Quelle piu' corte andranno riavvitate subito.

Nel caso della Ariston LI460, le viti che tengono il pannello sono 4, evidenziate dalle frecce nelle Fig.1 e 2.

Fig. 1 e 2. Evidenziate le viti da togliere per smontare il pannello della Ariston LI460
Fig. 1 e 2. Evidenziate le viti da togliere per smontare il pannello della Ariston LI460

Fig. 1 e 2. Evidenziate le viti da togliere per smontare il pannello della Ariston LI460

2) Eliminare le viti non e' pero' sufficiente a togliere il pannello di legno. In Fig.3 e' fotografata la lavastoviglie gia' senza quel pannello anteriore, per meglio evidenziare i meccanismi di "tenuta" presenti sullo sportello metallico.

Troviamo 2 scanalature verticali (frecce blu) e 2 tenaci strisce di velcro (frecce rosse).

Sul retro del pannello di legno ci sono, in corrispondenza di quei 4 punti, 2 cilindretti o nottolini sagomati, in alto, e 2 strisce di velcro in basso (vedi Fig. 4 e 5).

I 2 nottolini plastici sono inseriti nelle 2 scanalature del pannello metallico, mentre i velcri evitano che il pannello di legno scivoli subito verso il basso quando si tolgono le viti di cui al punto 1).

Per sfilare il pannello di legno facendolo scivolare verso il basso occorre evitare che i velcri facciano resistenza, ad esempio mettendo dei fogli di carta tra le 2 strisce a contatto. A questo punto si spinge il pannello di legno verso il basso per circa 5 cm in modo che i nottolini di plastica vadano a finire nella parte larga delle scanalature visibili in fig.3 e 3b, permettendo al pannello di legno di essere staccato dalla struttura metallica della lavastoviglie.

Fig.3 e 3b - I punti di ancoraggio presenti sul pannello metallico della lavastoviglie qui fotografato senza il pannello di legno.
Fig.3 e 3b - I punti di ancoraggio presenti sul pannello metallico della lavastoviglie qui fotografato senza il pannello di legno.

Fig.3 e 3b - I punti di ancoraggio presenti sul pannello metallico della lavastoviglie qui fotografato senza il pannello di legno.

Fig.4 e fig.5 - I punti di ancoraggio presenti sul retro del pannello frontale
Fig.4 e fig.5 - I punti di ancoraggio presenti sul retro del pannello frontale

Fig.4 e fig.5 - I punti di ancoraggio presenti sul retro del pannello frontale

Per rimontare il pannello occorre fare l'operazione inversa. Consiglio di fissare provvisoriamente dei fogli di carta con del nastro isolante sulle 2 strisce di velcro in modo che non si attacchino. Quindi, con il pannello di legno quasi parallelo allo sportello metallico, si infilano i nottolini nella parte piu' larga delle scanalature e si spinge verso l'alto. Si tolgono i fogli di carta in modo che il velcro faccia presa. Infine si riavvitano le viti passanti.

 

Nelle Fig.6 e 7, il pannello di legno rimontato dopo che e' stato dipinto (in questo caso con colori acrilici protetti dall'apposita vernicetta trasparente).

 

NOTA: queste operazioni sono piuttosto semplici, ma occorre avere un minimo di esperienza, in genere, nel "fai da te". Per questo non si assumono, ovviamente, responsabilita' in seguito a danni a cose o persone causate da operazioni errate. Per sicurezza, consiglio inoltre di fare questi lavori con la presa di corrente della lavastoviglie disinserita.

Fig. 6 e 7
Fig. 6 e 7

Fig. 6 e 7

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7 giugno 2017 3 07 /06 /giugno /2017 04:09

 

In un giardino posto attorno ad una villetta dotato di irrigazione automatica, zone di erba secca posizionate in un certo settore fanno capire che c'e' qualcosa che non va, probabilmente nell'irrigazione.

Di solito, come in questo caso, l'irrigazione e' azionata un settore per volta, in quanto la portata di acqua generalmente non e' sufficiente per innaffiare zone di piu' di circa 50 mq.

In sequenza la centralina dell'irrigazione attiva le elettrovalvole che aprono la condotta di acqua verso i vari settori (4 in questo caso), uno per volta.

Uno dei settori non era innaffiato a causa della non attivazione corretta dell'elettrovalvola. Con un tester si puo' andare a misurare la tensione tra i 2 terminali dell'elettrovalvola per vedere se gli arrivano i 24 V quando e' selezionata dalla centralina.

Se gli arrivano correttamente 24 V ma l'innaffiatura non parte, significa che l'elettrovalvola e' guasta. (Nota: se non gli arriva la tensione corretta il problema e' nella centralina o nel collegamento elettrico).

Una elettrovalvola si compone della parte idraulica, di solito a forma di toroide, dove c'e' un foro di ingresso per l'acqua e uno di uscita. Il secondo componente principale dell'elettrovalvola e' il cosiddetto "solenoide". Da questo elemento escono 2 fili elettrici che vanno collegati alla centralina.

In teoria in una elettrovalvola non funzionante il problema potrebbe essere nella parte idraulica o nell'elettrovalvola. Per mia esperienza e' molto piu' comune che la parte che si guasta e' il solenoide.

Per verificare che il problema sia questo, in un sistema a piu' elettrovalvole e' sufficiente scambiare il solenoide dell'elettrovalvola incriminata con quello adiacente e verificare che l'assenza di l'innaffiatura passi da un settore all'altro.

Per fare questo e' bene:

1) Chiudere il rubinetto principale dell'acqua

2) Svitare il solenoide "dubbio" e mettere al suo posto il solenoide di una elettrovalvola funzionante, mentre quello "dubbio" andra' avvitato all'elettrovalvola che era funzionante.

3) Riaprire il rubinetto dell'acqua e attivare l'irrigazione.

 

Stabilito che il problema e' del solenoide, a questo punto non serve cambiare tutta l'elettrovalvola, operazione peraltro piuttosto disagevole, ma solo il solenoide guasto. Oltretutto, se lo si trova separato dall'elettrovalvola, il solenoide costa meno.
Sebbene i solenoidi da 24 V per irrigazione sono spesso compatibili, e' bene sceglierne uno dello stesso tipo e marca di quello da sostituire. Nell'esempio indicato nelle foto la marca delle elettrovalvole e' Toro.

 

Per sostituire il solenoide guasto bisogna tagliare le connessioni dello stesso dal circuito elettrico, e collegarli al solenoide nuovo.

 

In genere queste connessioni si fanno con gli adatti morsetti, poi sigillati con una guaina termorestringente. Io ho usato normali capicorda che poi provvedero' a sigillare con silicone non conduttivo, anche se non penso che l'umidita' di queste connessioni possa causare malfunzionamenti, in quanto non sono collegati direttamente alla rete a 220V, ma attraverso un trasformatore.

 

A questo proposito c'e' da sottolineare che, in un impianto correttamente progettato e funzionante, l'operazione di collegamento dei fili non comporta pericoli di "folgorazioni". Pero', dato che "non si sa mai", e' consigliabile fare questa operazione dopo aver staccato la 220V che alimenta la centralina. 

 

NOTA: queste operazioni sono piuttosto semplici, ma occorre avere un minimo di esperienza in elettricita', impianti idraulici e, in genere, nel "fai da te". Per questo non sia assumono, ovviamente, responsabilita' in seguito a danni a cose o persone causate da operazioni errate.

Come riparare un impianto di irrigazione con elettrovalvola da 24V guasta sostituendo solo il solenoide

Nell'immagine sopra riportata, le 4 elettrovalvole poste nella botola del giardino che le contiene. Quella guasta e' la seconda da sinistra. Si possono vedere chiaramente i cilindri dei solenoidi con i fili elettrici con la guaina di colore rosso che entrano negli stessi.

Nell'immagine sottostante si vede il secondo solenoide che e' stato sostituito (il tipo nuovo, pur essendo della stessa marca, Toro, non ha piu' il bottoncino metallico sul fondello).

Piu' sotto ancora, un dettaglio del solenoide sostituito e due immagini del vecchio solenoide. Si vede la filettatura che consente agevolmente di avvitare o svitare questo componente per la sostituzione.

Come riparare un impianto di irrigazione con elettrovalvola da 24V guasta sostituendo solo il solenoide
Come riparare un impianto di irrigazione con elettrovalvola da 24V guasta sostituendo solo il solenoide
Come riparare un impianto di irrigazione con elettrovalvola da 24V guasta sostituendo solo il solenoide
Come riparare un impianto di irrigazione con elettrovalvola da 24V guasta sostituendo solo il solenoide

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1 maggio 2017 1 01 /05 /maggio /2017 10:07

 

Recentemente mi e' capitato che Google Chrome non funzionasse a dovere.

E' su Windows 10.

Ha cominciato ad aprirmi finestre a caso con allarmi insistenti sulla presenza di virus nel computer.

Internet Explorer, invece, funzionava correttamente.

Ho risolto quando ho trovato questo link:

https://support.google.com/websearch/answer/8091?hl=it

E' di Google, quindi, spero, "sicuro".

Occorre scaricare Chrome Software Cleaner. Quindi si esegue il programma. Alla fine e' richiesto il ripristino delle impostazioni del browser (che fa automaticamente. Se si usano quelle di default non occorre fare praticamente nulla).

Be', il mio problema di Google Chrome sembra risolto...

Come risolvere il problema di Google Chrome che apre finestre non richieste con allarmi di virus

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7 marzo 2017 2 07 /03 /marzo /2017 10:12

 

La lavastoviglie e’ diventata uno degli elettrodomestici piu’ amati perche’ permette di semplificare le noiose operazioni di pulizia di piatti, padelle, pentole e posate.
Come ogni elettrodomestico, anzi, forse un po’ di piu’ degli altri, anche la lavastoviglie necessita di una certa manutenzione per evitare che la pulizia delle stoviglie non sia quella che ci si aspetta.
Inoltre, chi non ha mai sperimentato un problema di “alito pesante” della lavastoviglie stessa quando la si apre?

Ecco qui un elenco di 8 semplici regole utili per cercare di mantenere la lavastoviglie in perfetta efficienza.

Come risolvere problemi di cattivi lavaggi e cattivi odori della lavastoviglie in 8 punti

1) Pulite dalle incrostazioni la vaschetta del detersivo.


Residui di detersivo, soprattutto quello in polvere, possono far inceppare i piccoli leveraggi plastici che aprono la vaschetta quando il programma lo richiede. Di solito questo problema e’ evidente, se la lavastoviglie finisce il lavaggio ma la vaschetta appare ancora chiusa. In alcuni casi meno: la vaschetta riesce ad aprirsi subdolamente non nel momento giusto ma dopo, rendendo il lavaggio meno accurato e, magari, lasciando residui.
La presenza di incrostazioni nella zona di chiusura dello sportello della vaschetta del detersivo e’ facilmente rimovibile, eventualmente aiutandosi con un piccolo cacciavite, agendo pero’ molto delicatamente per evitare di danneggiare il piccolo meccanismo.

http://thumbs.ebaystatic.com/images/g/MuoAAOSwJ7RYUFS3/s-l225.jpg

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2) Ricordarsi di mettere il sale.


Oltre al detersivo, le normali lavastoviglie richiedono il sale, necessario a far funzionare l’addolcitore che serve a rendere meno calcarea l’acqua del lavaggio. Questo migliora l’azione di pulizia ed evita incrostazioni di calcio. La mancanza del sale puo’ provocar striature di calcare, visibili soprattutto sui bicchieri. Di solito una spia sulla plancia comandi della lavastoviglie si accende per indicarne la mancanza.

Per mettere il sale si toglie il tappo relativo presente sul fondo della lavastoviglie (vedi immagine qui sotto). Si versa un po' di acqua e quindi si mette il sale presente nelle confezioni apposite.

https://i.ytimg.com/vi/OE_zpkq_vjw/hqdefault.jpg

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3) Ricordarsi di mettere il brillantante.


Oltre al detersivo e al sale, le normali lavastoviglie richiedono anche il brillantante. Questo liquido e’ utile in fase di risciacquo perche’ evita sulle stoviglie la formazione di goccioline che, asciugandosi, possono lasciare aloni.  Di solito una spia sulla plancia comandi della lavastoviglie si accende per indicarne la mancanza.

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4) Pulire periodicamente il filtro


Sul fondo della lavastoviglie e’ sempre presente un filtro a piu’ sezioni che serve ad evitare che residui di cibo ritornino in circolo con l’acqua del lavaggio. Durante lo scarico, questi residui dovrebbero essere espulsi, ma inevitabilmente qualcosa rimane incastrato nei filtri, per cui occorre pulirli.
Seguendo le istruzioni del manuale dell’elettrodomestico, si disinseriscono dalla loro sede i vari elementi che compongono il filtro e si lavano in acqua calda in modo che residui di cibo piccoli e grandi siano completamente rimossi. Quindi si rimettono in sede esattamente come erano prima. Evitate assolutamente di far funzionare la lavastoviglie senza filtri.

http://www.agrodolce.it/wp-content/uploads/2015/02/filtro-640x488.jpg

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5) Pulire periodicamente gli irroratori o “giranti”.


Per agire correttamente con getti d’acqua sui vari elementi da lavare presenti nella lavastoviglie, i costruttori usano normalmente bracci girevoli azionati dall’acqua stessa. Ruotando, le giranti direzionano i getti in modo il piu’ uniforme possibile. La rotazione delle giranti e’ prodotta dalla direzione obliqua di alcuni di questi getti di acqua.
I residui presenti nell’acqua del lavaggio, nonostante i filtri, possono accumularsi all’interno di queste giranti. Se queste particelle sono di dimensioni superiori ai fori dei getti, possono tapparli, causando problemi dovuti all’assenza di getti di acqua in alcune zone. In alcuni casi possono anche impedirne la rotazione. Il risultato e’ un lavaggio imperfetto.
Per pulirli occorre rimuoverli dalle proprie sedi. Normalmente ne sono presenti 2: una girante per il cestello inferiore e una per quello superiore. Sono innestate a baionetta o tramite ghiere. A questo proposito si leggano le istruzioni di smontaggio sul manuale.
Sotto un getto di acqua, si inserita’ all’interno di queste giranti, attraverso il foro centrale grande circa 2 centimetri, l’acqua. Questa uscira’ dai vari ugelli. Dagli ugelli tappato non uscita’ acqua, o ne uscira’ molto poca. Con l’aiuto di un oggetto appuntito si cerchera’ quindi di rimuovere l’indesiderato residuo. Questa operazione va ripetuta fino a quando non ci saranno piu’ ugelli tappati. Quindi si riinseriranno le giranti nelle loro sedi, avendo cura di fissarle correttamente.

https://ilmondodellalavastoviglie.files.wordpress.com/2014/11/images-1.jpg?w=300&h=190

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6) Pulite periodicamente la guarnizione di tenuta (chiamata anche guarnizione perimetrale) dello sportello della lavastoviglie.


Detriti di cibo o altro sulla guarnizione presente attorno allo sportello principale della lavastoviglie possono ridurre la tenuta ermetica e, a lungo andare, danneggiare la guarnizione stessa. Questo potrebbe causare sgradite perdite di acqua durante il funzionamento.

https://www.spareparty.com/assistenza/la-guarnizione-perimetrale-e-la-guarnizione-inferiore-della-tua-lavastoviglie-innestate-ad-incastro-dove-fa-battuta-la-porta-ti-risultano-cotte/

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7) Pulite periodicamente i 2 cestelli grandi e il cestellino posta posate


Nonostante i lavaggi, capita talvolta che incrostazioni di cibo si accumulino in certe zone di queste parti della lavastoviglie, soprattutto il cestello delle posate e’ soggetto a questo problema. Basta rimuovere i cestelli dalle loro sedi e lavarli con acqua calda, spazzola e detersivo per piatti.

http://www.distriparts.it/image/cache/data/AR257140indesit_0000-500x500.jpg

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8) Come combattere i cattivi odori.


Capita che talvolta la lavastoviglie abbia un “alito cattivo”. Ho notato che questo succede di piu’ se si usano programmi “brevi”.
Per risolvere questo problema usare aceto puro e’ generalmente sconsigliato, in quanto puo’ dare luogo a danni permanenti a causa della corrosione che puo’ provocare.
Oltre ai vari prodotti adatti allo scopo presenti al supermercato (ad esempio proposti da Finish e Pril), una idea “fai da te” spesso utilizzata e’ con il bicarbonato di sodio.
Si cosparge il fondo della lavastoviglie con del bicarbonato, e si lascia riposare una notte. Poi si fa un lavaggio completo con la lavastoviglie vuota. Di solito funziona.

http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2016/02/Remove-lime-build-up-from-dishwasher.jpg

http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2016/02/Remove-lime-build-up-from-dishwasher.jpg

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13 gennaio 2017 5 13 /01 /gennaio /2017 05:21

 

Ieri mi sono accorto che il tergicristallo posteriore della mia Fiat 500L era in una posizione strana (vedi la prima foto qui sotto).

Avvicinandomi, ho notato che mancava il coperchietto di plastica che cela lo snodo.

Prendendo il tergicristallo con la mano, potevo agevolmente farlo ruotare attorno al perno, senza sentire una apprezzabile resistenza.

Il perche' era successo questo lo ignoro. Vandalismo? Una botta?

Mah...

Guardando nel dettaglio ho notato che il bullone che avrebbe dovuto fermare il tergicristallo al perno era allentato.

Il perno e' dotato di una svasatura conica zigrinata che, facendo attrito con il foro sagomato presente nella parte finale del tergicristallo, fa si che questo possa essere fissato in modo sufficientemente robusto all'andamento alternato del motore che muove il perno. Questo non succede, invece, se il dado e' anche leggermente svitato.

Per tentare di rimettere a posto il tutto basta orientare il tergicristallo nella posizione normale di riposo (quasi orizzontale verso sinistra) e avvitare con sufficiente forza il dado, usando una chiave del 13.

Precedentemente, e' bene posizionare il motore del tergicristallo nella effettiva posizione di riposo, inserendo la chiave, azionando il tergicristallo posteriore per almeno un ciclo completo, e fermandolo con lo stesso comando prima di disinserire la chiave di accensione.

Alla fine, una volta serrato il dado, si prova di nuovo se il campo di azione del tergicristallo e' quello corretto. Eventualmente, si "aggiusta il tiro", svitando leggermente il dado di cui sopra, spostando manualmente l'asta tergicristallo nella posizione migliore e quindi riavvitando.

Per il coperchietto di plastica, penso che non ci sia nulla da fare: dovrei comprare una nuova asta tergicristallo completa (circa 20 euro). 

NOTA: la riparazione sembra molto semplice, ma ci vuole almeno un minimo di pratica meccanica. Chiaramente, non si risponde di eventuali danni a causa di operazioni "maldestre"...

 

Come riparare il tergicristallo posteriore (o tergilunotto) della Fiat 500L (o almeno provarci)
Come riparare il tergicristallo posteriore (o tergilunotto) della Fiat 500L (o almeno provarci)
Come riparare il tergicristallo posteriore (o tergilunotto) della Fiat 500L (o almeno provarci)
Come riparare il tergicristallo posteriore (o tergilunotto) della Fiat 500L (o almeno provarci)

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11 gennaio 2017 3 11 /01 /gennaio /2017 03:19

 

Della Fiat si puo' dire tutto, ma non che il cambio delle lampadine bruciate sia difficile. Non, almeno, per la Fiat 500L con motore 1.4 a benzina, come in questo caso.

Il retro del gruppo fari e' infatti particolarmente libero da altre parti meccaniche, per cui molto ben accessibile. Molto meglio, ad esempio, di quello della Renault Scenic del 2009 (vedi http://petardo.over-blog.it/article-come-cambiare-le-lampadine-anteriori-della-renault-scenic-94916071.html ).

Nell'immagine seguente e' illustrata la posizione della lampadina da cambiare nel caso in oggetto, che e' quella anabbagliante destra.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)

La prima cosa da fare e' quella di acquistare una lampadina nuova (anche se alcuni dicono che sarebbe meglio sostituirle entrambe, sia quella di destra che quella di sinistra, anche se non ancora bruciata).

Il modello delle lampadine anabbaglianti della Fiat 500L e' del tipo H7.

 Io ho trovato quella della Valeo in un negozio di bricolage in offerta speciale a 4.99 euro.

Nell'immagine sottostante la foto della lampadina.

Indicata da una freccia, la protuberanza metallica della ghiera di cui si dovra' tenere conto per il corretto posizionamento.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)

Per accedere al retro del gruppo ottico anteriore occorre ovviamente aprire il cofano motore. Lo si fa agendo sulla maniglia presente di fianco al pedale della frizione, tirandola verso di se.

Il "klonk" che si sente e' segno dello sblocco del cofano.

Per aprirlo completamente occorre agire sulla levetta rossa che si intravvede nella fessura orizzontale che l'operazione precedente ha provocato, tra cofano e il vano motore (vedi seconda foto qui sotto).

Si sposta questa levetta verso sinistra e a quel punto il cofano si puo' alzare. Degli ammortizzatori provvedono a tenerlo su autonomamente (non c'e' piu' la vetusta astina metallica da incastrare sotto il cofano).

A questo punto e' anche conveniente dotarsi di una lampada da lavoro portatile per illuminare la zona motore, soprattutto se si opera in ambienti non molto luminosi come di solito e' un garage.

NOTA: per evitare scottature, e' bene fare queste operazioni e quelle successive con il motore freddo.

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)

 

Tutte le lampadine del gruppo ottico sono protette da coperchi in materiale siliconico. Quello della lampada anabbagliante e' piuttosto grande ed evidente, il secondo partendo dall'alto.

Agendo su una protuberanza del coperchietto stesso e' facile toglierlo.

Al di sotto del coperchietto si cela il portalampada, con i relativi fili elettrici.

Prendendolo con 3 dita tirandolo fuori dall'alloggiamento si estrae anche la lampadina.

Non ci sono graffette metalliche da sganciare.

E' bene ricordarsi la posizione con cui la lampadina e' infilata nel portalampada, dato che per riinfilarla nell'alloggiamento la ghiera della lampada deve avere la piccola protuberanza metallica rivolta verso l'alto, altrimenti non entra e non si fissa correttamente.

Nella sequenza di immagini sottostante sono evidenziati:

- Il coperchio siliconico e la protuberanza che serve per prenderlo agevolmente

- Il portalampada ancora nella posizione corretta con la lampadina (bruciata)

- Il portalampada con la lampadina, ma questa volta appena estratti dall'alloggiamento

- Il portalampada con la lampadina sfilata.

 

A questo punto non resta che togliere la nuova lampadina dalla sua confezione, infilarla nello zoccolo alla stessa maniera in cui era infilata la lampada vecchia e inserire il gruppo lampadina+portalampada nel gruppo fari, secondo quanto detto precedentemente, e cioe' con la protuberanza metallica della ghiera della lampadina verso l'alto, fino in fondo.

Quindi si rimette il coperchio siliconico, non prima di avere controllato visivamente attraverso il fanale che la posizione della lampadina sia uguale a quella dell'altro lato.

 

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)
Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)

Prima di richiudere il cofano e' bene verificarne il funzionamento, accendendola.

 

NOTA: queste operazioni sono consigliate se avete almeno un po’ di dimestichezza con la meccanica e l’elettrotecnica. In caso contrario, soprattutto se avete del tempo libero quando le officine sono aperte, non e’ una cattiva cosa affidarsi ad una officina specializzata… Naturalmente, non si risponde di danni dovuti ad operazioni "maldestre".

Come cambiare le lampadine anabbaglianti della Fiat 500L (Sequenza fotografica)

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Published by petardo - in Fai da te
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14 dicembre 2016 3 14 /12 /dicembre /2016 07:26

 

Improvvisamente, da un giorno all'altro e senza che abbia proceduto ad un aggiornamento software (a meno che non sia accaduto "a mia insaputa"), il pc di casa non riusciva a connettersi a Internet, ne' con Wi-Fi ne' con al porta LAN pur riconoscendo la connessione alla LAN o al Wi-Fi.

Ho un PC HP con sistema operativo originario Windows 8 poi migrato a Windows 10.

Attivando il tasto relativo alla "risoluzione dei problemi" delle connessioni ad Internet non si risolveva un bel niente e, alla fine, compariva l'insidiosa scritta  

"Connessione rete wireless non dispone di una configurazione IP valida".

Girovagando per la rete (ovviamente con un altro PC), ho trovato questa soluzione che mi sembra la piu' semplice e, nel mio caso, ha risolto, almeno temporaneamente, il problema.

A grandi linee si tratta di eliminare il riconoscimento automatico dell'indirizzo IP (che non funziona piu' per problemi di bug del software di Windows 10, a quanto pare).

Nella sequenza che segue, cliccando sulle foto si possono ingrandire per meglio leggere i dati.

 

Nota: la procedura e’ piuttosto semplice e a me ha dato risultati positivi. E’ bene comunque che chi la vuole implementare perche’ ha lo stesso problema abbia qualche minima confidenza con i PC. Non si risponde, naturalmente, a eventuali malfunzionamenti causati da errati settaggi.

 

Procedura:

1) Nel campo "Chiedimi qualcosa" digitate "connessioni di rete" e cliccate su "Visualizza connessioni di rete"

Come "riparare" Windows 10 quando non si connette piu' a Internet e da' l'errore "Connessione rete wireless non dispone di una configurazione IP valida"

2) Cliccate su Ethernet o Wi-Fi e, nel banner in alto della finestra, cliccate su "Cambia impostazioni di connessione".

Come "riparare" Windows 10 quando non si connette piu' a Internet e da' l'errore "Connessione rete wireless non dispone di una configurazione IP valida"

3) Nella finestra che compare eliminate la spunta su "Protocollo Internet versione 6

Come "riparare" Windows 10 quando non si connette piu' a Internet e da' l'errore "Connessione rete wireless non dispone di una configurazione IP valida"

4) Cliccate 2 volte su "Protocollo Internet versione 4. Comparira' una seconda finestra con i campi degli indirizzi che normalmente sono in bianco perche' di default e' attivato l'indirizzo ottenuto automaticamente.

5) Scegliete invece "Utilizza il seguente indirizzo IP e "Utilizza i seguenti indirizzi server DNS.

6) Completate i vari campi con i numeri "magici" che vedete nell'immagine.

7) Alla fine spuntate "convalida le impostazioni all'uscita" e date l'OK.

A questo punto il vostro PC dovrebbe ritornare a connettersi regolarmente a Internet.

Come "riparare" Windows 10 quando non si connette piu' a Internet e da' l'errore "Connessione rete wireless non dispone di una configurazione IP valida"

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5 dicembre 2016 1 05 /12 /dicembre /2016 05:12

 

Mia moglie voleva un sistema per appendere gli abiti nella stanzetta che fa da cabina armadio della nostra casa.

Lo scopo era di appendere i vestiti da indossare durante il giorno, e averli cosi' a disposizione velocemente.

Il problema e' che non c'era nessuna parete libera per un appendiabiti ne' uno spazio a terra per una piantana, che avrebbe intralciato non poco il passaggio.

L'idea iniziale fu sua: perche' non appendere al soffitto degli anelli ai quali, quando serve, si appendere le grucce con l'abito?

Per la realizzazione, chiaramente, non volevamo spendere molto: magari non funzionava o non ci piaceva.

Personalmente, almeno per la prova, non volevo neanche bucare con il trapano il soffitto per mettere i ganci necessari a sostenere il filo con l'anello.

Gironzolando per un bazar cinese abbiamo trovato il (buffo) materiale necessario per questa strutturina.

Per l'anello (o gli anelli) ho trovato simpatici questi aggeggi di gomma, di forma vagamente triangolare, che ho trovato nel reparto delle attrezzature per animali (!).

Si tratta infatti di un coso che, penso, serve per far mordicchiare un cane (probabilmente utile per la sua dentizione). Prezzo: 1 euro l'uno. C'era anche del vivace colore azzurro, in modo da fare "pendant" con il colore dell'armadio.

Il filo per appendere questa specie di anello volevo che fosse invisibile, o quasi.

Nel reparto "pesca" ho trovato del filo di nylon in grado di reggere fino a 13.8 Kg, che mi sembrava adatto. Prezzo: 1.5 euro per 100 m di filo.

Per evitare di bucare il muro ho sfruttato l'illuminazione della stanzetta, che prevede dei tubi di acciaio fissati al soffitto.

La procedura per il montaggio e' molto semplice:

1) Si fissa il filo di nylon al lampadario (che deve essere comunque ben ancorato al soffitto con tasselli a muro) facendo un anello che passa attorno ai tubicini del lampadario (occorrono 5 o 5 nodi semplici, uno sull'altro).

2) Con un altro anello di nylon che passa all'interno dell'anello di gomma fermato anche qui con 5 o 6 nodi semplici, uno sull'altro ben stretti, si appende la parte che dovra' ricevere i ganci delle grucce.

L'altezza da terra dell'anello e' facilmente determinabile con la lunghezza del filo di nylon. Dovra' essere superiore all'altezza di una persona, ma non troppo, in modo che si possa agevolmente appendere la gruccia.

Appendendo un abito, si avvertira' una certa elasticita' del filo, che, per il momento, non sembra preoccupante...

 

 

 

 

Come realizzare con pochissima spesa un originale appendiabito "da soffitto", che non richiede ne' pareti libere ne' spazio a terra
Come realizzare con pochissima spesa un originale appendiabito "da soffitto", che non richiede ne' pareti libere ne' spazio a terra
Come realizzare con pochissima spesa un originale appendiabito "da soffitto", che non richiede ne' pareti libere ne' spazio a terra

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2 dicembre 2016 5 02 /12 /dicembre /2016 04:44

 

Io generalmente non butto mai via nulla. Mi piace recuperare vecchi oggetti e, se possibile, ripararli

Recentemente mi e' capitato di rompere il macinacaffe' "ufficiale". Ricordandomi che in cantina avevo un vecchio aggeggio anni '60 che poteva sostituirlo, lo ho recuperato per evitare di rimanere senza il caffe' del mattino (infatti compro solo caffe' in grani).

Purtroppo, accendendolo, mi sono accorto che, mentre il motore girava correttamente (lo si sente dal rumore), le lame che dovevano tritare i chicchi se me rimanevano assolutamente immobili.

Come riparare un vecchio frullatore - macinacaffe' con le lame che non si muovono piu' anche se il motore elettrico gira (o almeno provarci)

Ho svitato la parte superiore del frullatore e ho subito notato che la parte collegata al motore, di materiale plastico, nel quale si inserisce il perno esagonale che trasmette il movimento alle lame era molto rovinato.

Spesso nei frullatori, per questioni relative alla sicurezza (o almeno penso), la trasmissione della rotazione del motore alle lame avviene attraverso una interfaccia relativamente "morbida", soggetta quindi ad usura. Normalmente e' la prima parte che va in crisi in questi tipi di oggetti.

Come riparare un vecchio frullatore - macinacaffe' con le lame che non si muovono piu' anche se il motore elettrico gira (o almeno provarci)

Per rimettere in sesto il piccolo elettrodomestico ho pensato di utilizzare un pezzetto di una striscia adesiva in gomma che avevo in un cassetto. E' larga circa 2 cm e alta circa 0.5 cm.

Ne ho tagliato un quadratino di 2 cm di lato e, tolta la carta che protegge la parte adesiva, l'ho inserito nell'incavo in plastica usurato.

Direi che non e' neanche indispensabile che la striscia di gomma spugnosa sia adesiva.

Riavvitando la parte superiore del frullatore, il perno esagonale in acciaio spingera' la striscia adesiva all'interno dell'incavo danneggiato ristabilendo un attrito sufficiente da permettere la rotazione delle lame.

Ritengo che questo procedura possa essere utilizzato per quasi tutti i tipi di frullatori o macinacaffe' con strutture simili che manifestano lo stesso problema.

Per ragioni di sicurezza, prima di procedere alla riparazione e' indispensabile staccare la spina del frullatore dalla presa a 220 V.

 

NOTA: pur essendo una riparazione molto semplice, per intraprenderla e' bene avere una certa pratica nel fai da te su apparecchi elettrici. Come sempre, non si risponde di eventuali danni a persone o cose dovute a riparazioni malaccorte di questo tipo.

Come riparare un vecchio frullatore - macinacaffe' con le lame che non si muovono piu' anche se il motore elettrico gira (o almeno provarci)
Come riparare un vecchio frullatore - macinacaffe' con le lame che non si muovono piu' anche se il motore elettrico gira (o almeno provarci)

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