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Testo Libero

6 ottobre 2012 6 06 /10 /ottobre /2012 04:22

 

Nel bene o nel male, e' una dei pochissimi programmi che riesco ancora a vedere, o, meglio, a sopportare, nella nostra terrificante TV generalista.

Fabio Fazio la conduce con un fare un po' da Ponzio Pilato, ma non posso dargli tutti i torti, visto che, oramai, chi nella TV italiana sgarra (nei confronti del solito noto) rischia di brutto.

Ponzio Pilato perche', pur rischiando, ad invitare personaggi "scomodi" ai potenti di turno, si affretta a lavarsene le mani, se questi "esagerano".

Quello che e' certo e' che riesce ad invitare personaggi di spessre mondiale, che raramente si vedono nella provinciale TV italiana, piena di pacchi e contropacchetti, quiz beceri e veline sculettanti.

Anche la selezione di attori "comici" anche se la definizione "comici" ad alcuni di questi puo' andare stretta, e' eccellente.

Ricordo memorabili interventi della Littizzetto di Paolo Rossi, di Cornacchione e di Antonio Albanese, tra gli altri.

Certo che di miglioramenti ce ne potrebbero essere: ad esempio evitare gli applausi "comandati" o una certa piaggeria di Fazio nei confronti degli ospiti, ma tant'e'... non si puo' avere tutto dalla vita..

 

Che Tempo Che Fa - Fabio Fazio

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2 luglio 2012 1 02 /07 /luglio /2012 15:56

 

Europei 2012, Helsinki. Alla fine della gara dei 3000 siepi, l’atleta vincitore, il francese Mahiedine Mekhissi-Benabbad borbotta a destra e a manca (non si capisce bene perché né cosa) quindi, quando la mascotte, un pupazzone quadrato con dentro una povera ragazzina quattordicenne, lo avvicina per dargli il gadget di rito, da’ una manata al gadget stesso e uno spintone alla povera mascotte.

Domanda: in questi casi non si fa nulla? Non esiste uno straccio di regolamento per il quale se l’atleta si comporta in modo diseducativo viene punito?

Se dipendesse da me, o si prostra chiedendo scusa alla povera ragazzina e al mondo dello sport intero ripetendo 30 volte “mi sono comportato da cafone” oppure lo squalificherei seduta stante.

Lo sport deve essere correttezza prima, durante e dopo la prestazione atletica.

Mahiedine Mekhissi-Benabbad, con il suo sgradevolissimo gesto non è stato all’altezza del suo ruolo. 

 

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26 dicembre 2011 1 26 /12 /dicembre /2011 19:15

Uno stato si considera “laico” quando le leggi che lo regolano non sono guidate o ispirate da indicazioni di questa o quella religione, ma seguono una linea indipendente, volta a risolvere i problemi dei cittadini vietando ciò che è obiettivamente dannoso per la comunità e per la convivenza civile.

 

Uno stato è viceversa “confessionale” quando i principi ispiratori delle leggi che lo regolano sono dettati direttamente dalla religione “dominante”, normalmente a discapito delle altre religioni che si vedono spesso costrette ad agire in clandestinità o quasi.

 

In uno stato laico, invece, tutte le religioni hanno uguale diritto di cittadinanza (purché non abbiano regole in aperto contrasto con la cosiddetta “convivenza civile”, e qui la questione potrebbe farsi spinosa), anzi, è la laicità che diventa garanzia per il cittadino di poter professare liberamente la religione in cui crede, qualunque essa sia, o, viceversa, essere libero di non professarne alcuna.

 

Uno degli atteggiamenti di chi vede il fondamentalismo religioso come una minaccia per la propria libertà è di cercare di rafforzare la propria religione, rendendola religione “di stato” o/e facendo in modo che le leggi dello stato siano le stesse o molto simili a quelle che regolano la propria religione.

 

Siamo sicuri che questo sia il metodo migliore per preservare la società da un eccesso d’ideologizzazione religiosa, come, ad esempio, l’islamizzazione? Secondo me, no.


In uno stato democratico, il potere è tenuto da chi è votato dalla maggioranza dei cittadini. In futuro non è impossibile che in qualche paese cosiddetto “occidentale” non succeda che la maggioranza delle persone sia di religione, diciamo così, “non tradizionale” per quel paese. Forse difficile, ma non impossibile.

 

Ebbene, se i fondamenti del suddetto stato non sono robustamente e rigorosamente laici, il cambio della religione di stato causata da un cambio di maggioranza non solo è possibile ma anche probabile, soprattutto se tale religione è stata oggetto di vessazioni causate da leggi di carattere confessionale della religione precedente.

 

Se invece lo stato è correttamente laico, rispettoso di tutte le religioni, ma non legato a nessuna di esse, possiede (o dovrebbe possedere) gli anticorpi necessari ad evitare il sopravvento di una religione su un’altra, impedendo tutti coloro i quali volessero soggiogare le leggi dello stato alle leggi della propria religione (quella di turno) di operare in tal senso.

 

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26 dicembre 2011 1 26 /12 /dicembre /2011 07:45

 

Recente e’ la notizia di una signora americana, Kathy Spencer, che, a seguito di problemi finanziari della famiglia, ha cominciato a cercare tutti i modi (legali…) per diminuire le spese familiari. Tramite buoni sconto, coupon, promozioni di prodotti, la signora ha appreso un’arte: fare la spesa gratis (o quasi, aggiungo io).

Quest’arte ha ora molti seguaci, e la signora, con la popolarita’ acquisita e il suo sito sull’argomento, ha risolto probabilmente parte dei suoi problemi. Si chiama, non senza ironia, “Extreme Couponing”.

 

 

In realta’ sono ormai anni che anch’ io, nel mio piccolo e senza saperlo, mi applico con alterne fortune all’arte dello “scontismo estremo”. In effetti, facendo due conti, il beneficio non e’ affatto trascurabile.
Infatti, la spesa media di una famiglia italiana e’ di circa 30000 euro l’anno. Supponiamo ora che tra sconti, prodotti gratis, 3x2, 2x1 ecc. si riesca a risparmiare il 30%. Significa risparmiare ben 10000 euro l’anno!

Naturalmente, per fare cio’, occorrerebbe che TUTTI i prodotti che si acquistano siano in sconto, cosa improbabile ma, potenzialmente, non impossibile.

 

Vediamo alcuni accorgimenti che si possono prendere per cercare almeno di avvicinarsi al risultato sperato.

 

1) Consultare gli svariati depliant che ci riempiono la cassetta delle lettere con le informazioni su sconti e promozioni dei vari supermercati della zona.

2) Scegliere il menu’ del giorno in base ai prodotti in sconto

3) Per i prodotti non deperibili (scatolame, detersivi ecc.) avere una piccola dispensa in casa, evitando cosi’ di essere costretti ad andare a comperare il prodotto perche’ manca, magari in periodo senza promozioni.

 

A mio avviso, pero’ occorre che tutto questo non incida sulla qualita’ della vita, e che men che meno sia degradante.

Eviterei quindi di andare al supermercato brandendo i foglioni dei depliant con gli sconti, di riempire il carrello in modo inverosimile e di comprare prodotti di qualita’ infima.

 

Importante e’ anche non farsi lusingare da un sostanzioso sconto per acquistare un prodotto che poi non serve!

Attenzione anche alla distanza da percorrere per andare al supermercato che ”sembra” avere gli sconti piu’ allettanti. Se si va con l’automobile, occorre tenere presente che ogni chilometro ci costa circa 0.5 Euro, per cui se la distanza (andata e ritorno) e’ di 20 chilometri, il risparmio deve essere nettamente superiore a 10 Euro!

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19 dicembre 2011 1 19 /12 /dicembre /2011 04:57

 

Nella cittadina in cui vivo (60000 abitanti), da qualche anno a questa parte si è assistito a una proliferazione di negozi gestiti da cinesi. Spesso si tratta di magazzini/bazar nei quali si vende un po’ di tutto: dai vestiti agli apparecchi etti elettrici, dagli occhiali alle lampadine.

Oggi ce ne sono circa una decina. Non nascondo che ci faccio spesso capatine per vedere se c’e’ qualcosa d’interessante e conveniente. Lo trovo anche piuttosto divertente, perché il materiale esposto è buffo, originale, talvolta abbastanza carino, in altri casi kitch da morire.

 

La caratteristica basilare dei bazar cinesi è il basso prezzo di vendita dei vari oggetti. Mi sono sempre chiesto: alla fine è veramente conveniente comprare in questi posti o si prendono delle bidonate? La mia esperienza è piuttosto contradditoria, perché ad acquisti che si sono rivelati veri affari (o affarini, visto, comunque, il basso prezzo) si alternano oggetti di qualità deludente o aggeggi che si guastano subito.

 

Ad esempio, alcune lampadine a LED comprate a un prezzo pari a 1/5 rispetto ai negozi “normali”, anziché durare quasi eternamente, come dovrebbe essere per i LED, si sono guastate dopo pochi giorni, altre invece, di un tipo differente, fanno ancora egregiamente il loro lavoro.

 

Le cuffiette per iPod, dal prezzo irrisorio (1.5 Euro) ho dovuto buttarle via dalla disperazione: il loro suono era semplicemente orrendo, totalmente inascoltabili.

 

Buoni risultati, per il momento, con le pile, che in questi bazar costano circa ¼ del prezzo di mercato.

Con un po’ di titubanza, ho acquistato per meno di 3 Euro occhiali da lettura. Piccoli, leggeri e dalla foggia accattivante, li uso come occhiali di emergenza (anche se qualcuno dice che “fanno male alla vista”).

 

Borsoni da ginnastica a 8 euro fanno il loro lavoro finché le cerniere reggono (vero punto debole di questi oggetti), ma, nelle grinfie di mio figlio, probabilmente anche oggetti più “griffati” farebbero una brutta fine, e avrei speso dieci volte tanto!

Mia moglie ci compra qualche maglietta estiva a 3 Euro circa, oserei dire ben spesi. Teniamo presente che in Cina si produce gran parte dei prodotti che si comprano anche negli altri negozi, per cui spendere 30 volte di piu' per una maglietta "firmata" che poi e' prodotta dalla stessa ditta che qui vende a 3 Euro mi sembra una atroce beffa.

In conclusione posso dire che comprare in questi bazar può valere la pena se non si da’ molta importanza all’oggetto stesso: se fa schifo, pazienza, tanto il denaro sborsato è irrisorio e, alla fine, conviene anche se un prodotto su due è deludente.

 

Certamente non comprerei articoli dai quali si pretende affidabilità ne' articoli costosi. Per quelli e’ decisamente meglio affidarsi a negozi tradizionali, certamente più “sicuri”.

I bazar cinesi sono veramente convenienti o sono da evitare?

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