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Testo Libero

11 ottobre 2017 3 11 /10 /ottobre /2017 03:31

 

Lo Snudda e' un curioso oggetto che ho visto all'Ikea, oramai qualche anno fa.

Si tratta di un piano ligneo rotondo di 39 cm di diametro e 1.5 cm di spessore montato, tramite cuscinetti a sfera o qualcosa di simile, su un altro disco di legno dello stesso spessore ma di 18 cm di diametro.

Nella foto qui sotto e' visibile il disco piu' grande. Si possono notare i bordi arrotondati e la trama del legno, di pino naturale, senza coloranti o impregnanti ma ben levigato.

 

 

 

Un pratico ed economico vassoio girevole? Lo "Snudda" di Ikea!

L'immagine qui sotto illustra il disco sottostante, al quale e' stato applicato un anello di gomma che, aumentando l'attrito, evita di far scivolare il vassoio anche se e' poggiato su un tavolo liscio.

Un pratico ed economico vassoio girevole? Lo "Snudda" di Ikea!

Grazie al sistema di collegamento tra i 2 dischi, questi possono ruotare uno sull'altro con pochissimo attrito.

Questa e' la caratteristica principale di Snudda, che ne definisce anche l'uso preferito: se piazzato in mezzo ad un tavolo da pranzo, allestito con salse, stuzzichini e/o altro, puo' aiutare i commensali ad una comoda fruizione dei cibi, perche' possono facilmente farlo ruotare in modo che il prodotto che interessa si avvicini.

Un pratico ed economico vassoio girevole? Lo "Snudda" di Ikea!

Funziona ed e' comodo? Direi proprio di si, in particolare in occasione di pietanze come la Fondue bourguignonne (https://it.wikipedia.org/wiki/Fondue_bourguignonne) o la raclette (https://www.entremont.it/gli-ingredienti-di-una-raclette-perfetta) o ancora stuzzichini di antipasto, dove ciascun commensale si prepara il piatto attingendo a piu' ingredienti o prodotti.

Perfetto per tavoli rotondi, si puo' adattare facilmente anche a tavoli di forma rettangolare o quadrata, purche' di dimensioni non piccolissime.

Lo stile e' tendenzialmente rustico, e per questo e' meno adatto ad ambienti di tipo contemporaneo.

Come spesso succede per i prodotti Ikea, il prezzo e' decisamente basso: 7.99 euro (http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/90074483/)

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16 gennaio 2017 1 16 /01 /gennaio /2017 05:05

 

O perche' il tavolo e' un po' troppo alto, o la sedia bassa, fatto sta che talvolta sarebbe utile qualcosa che alza di qualche centimetro la seduta, in modo da arrivare agevolmente al piano del "desco"  ed avere cosi' la possibilita' di lavorare, giocare, pranzare o cenare con agio.

Questo e' certamente utile per i bambini o in genere le persone piccole di statura, ma anche per chi ha problemi fisici ad sollevare le braccia per arrivare al tavolo, come talvolta capita agli anziani.

Stranamente, cercando in vari negozi di articoli sanitari e ortopedia non ho trovato nulla di adatto allo scopo.

Fortunatamente, in questo caso, e' venuto in soccorso il web, dove ho trovato almeno 3 o 4 tipi di piedini di rialzo per sedia e affini.

Cercando un dispositivo adattabile a qualsiasi sedia e regolabile in altezza, alla fine la scelta e' caduta su questo prodotto, reperibile da Amazon, della NRS (o almeno mi pare, anche sui documenti esplicativi ci sono nomi diversi).

Vedi https://www.amazon.it/gp/product/B00FRGLYBG/ref=oh_aui_detailpage_o00_s00?ie=UTF8&psc=1 .

 

Si tratta di due cilindri concentrici in grado di ruotare uno rispetto all'altro e regolare cosi' l'altezza, come si vede nella foto.

La particolare struttura della parte superiore, consente di "prendere" la gamba della sedia in modo sufficientemente saldo in modo che, anche alzandola, i piedini non escano.

La regolazione dell'altezza va da 3.8 a 10 cm, piu' che sufficienti per la maggior parte delle esigenze.

Nella confezione sono presenti anche i piedini di gomma da applicare sotto ai dispositivi e dei dischi autoadesivi necessari per adattare l'alzasedie ad un divano con fondo piatto, o anche a un letto.

In definitiva, un prodotto robusto e pratico che fa quello che promette, non economicissimo, ma abbordabile.

 

Come alzare il livello della seduta di una sedia senza usare cuscini - NRS Healthcare - Piedini di rialzo per letto, sedia o tavolo
Come alzare il livello della seduta di una sedia senza usare cuscini - NRS Healthcare - Piedini di rialzo per letto, sedia o tavolo
Come alzare il livello della seduta di una sedia senza usare cuscini - NRS Healthcare - Piedini di rialzo per letto, sedia o tavolo
Come alzare il livello della seduta di una sedia senza usare cuscini - NRS Healthcare - Piedini di rialzo per letto, sedia o tavolo
Come alzare il livello della seduta di una sedia senza usare cuscini - NRS Healthcare - Piedini di rialzo per letto, sedia o tavolo

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5 dicembre 2016 1 05 /12 /dicembre /2016 05:12

 

Mia moglie voleva un sistema per appendere gli abiti nella stanzetta che fa da cabina armadio della nostra casa.

Lo scopo era di appendere i vestiti da indossare durante il giorno, e averli cosi' a disposizione velocemente.

Il problema e' che non c'era nessuna parete libera per un appendiabiti ne' uno spazio a terra per una piantana, che avrebbe intralciato non poco il passaggio.

L'idea iniziale fu sua: perche' non appendere al soffitto degli anelli ai quali, quando serve, si appendere le grucce con l'abito?

Per la realizzazione, chiaramente, non volevamo spendere molto: magari non funzionava o non ci piaceva.

Personalmente, almeno per la prova, non volevo neanche bucare con il trapano il soffitto per mettere i ganci necessari a sostenere il filo con l'anello.

Gironzolando per un bazar cinese abbiamo trovato il (buffo) materiale necessario per questa strutturina.

Per l'anello (o gli anelli) ho trovato simpatici questi aggeggi di gomma, di forma vagamente triangolare, che ho trovato nel reparto delle attrezzature per animali (!).

Si tratta infatti di un coso che, penso, serve per far mordicchiare un cane (probabilmente utile per la sua dentizione). Prezzo: 1 euro l'uno. C'era anche del vivace colore azzurro, in modo da fare "pendant" con il colore dell'armadio.

Il filo per appendere questa specie di anello volevo che fosse invisibile, o quasi.

Nel reparto "pesca" ho trovato del filo di nylon in grado di reggere fino a 13.8 Kg, che mi sembrava adatto. Prezzo: 1.5 euro per 100 m di filo.

Per evitare di bucare il muro ho sfruttato l'illuminazione della stanzetta, che prevede dei tubi di acciaio fissati al soffitto.

La procedura per il montaggio e' molto semplice:

1) Si fissa il filo di nylon al lampadario (che deve essere comunque ben ancorato al soffitto con tasselli a muro) facendo un anello che passa attorno ai tubicini del lampadario (occorrono 5 o 5 nodi semplici, uno sull'altro).

2) Con un altro anello di nylon che passa all'interno dell'anello di gomma fermato anche qui con 5 o 6 nodi semplici, uno sull'altro ben stretti, si appende la parte che dovra' ricevere i ganci delle grucce.

L'altezza da terra dell'anello e' facilmente determinabile con la lunghezza del filo di nylon. Dovra' essere superiore all'altezza di una persona, ma non troppo, in modo che si possa agevolmente appendere la gruccia.

Appendendo un abito, si avvertira' una certa elasticita' del filo, che, per il momento, non sembra preoccupante...

 

 

 

 

Come realizzare con pochissima spesa un originale appendiabito "da soffitto", che non richiede ne' pareti libere ne' spazio a terra
Come realizzare con pochissima spesa un originale appendiabito "da soffitto", che non richiede ne' pareti libere ne' spazio a terra
Come realizzare con pochissima spesa un originale appendiabito "da soffitto", che non richiede ne' pareti libere ne' spazio a terra

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5 dicembre 2016 1 05 /12 /dicembre /2016 04:36

 

Spesso gli appendiabiti in casa non bastano mai.

Una soluzione veloce ed economica per aggiungerne uno robusto, capace ed economico arriva da Ikea.

Per meno di 5 euro c'e' MULIG, un appendiabito da parete capace di portare almeno 10 grucce.

Si, con questo appendiabiti servono le grucce.

E' costituito 2 elementi sagomati come una specie di "S". Uno dei 2 si inserisce nell'altro.

Sono di metallo verniciato bianco.

Nella confezione sono incluse 2 viti per fissare la larghezza dell'appendiabito a bastone (da 60 a 90 cm). Non sono invece inclusi i 4 tasselli (tipo Fisher o equivalenti) per il fissaggio al muro, che devono avere 6 o 8 mm di diametro.

Per il montaggio occorre trapano, punte da muro e cacciavite.

L'estetica e' molto "basic", di tipo quasi esclusivamente funzionale.

Finiture, come da "norma" Ikea, sufficienti ma un po' approssimative.

 

Link: http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/30179435/

MULIG, bastone appendiabiti Ikea - Molto economico
MULIG, bastone appendiabiti Ikea - Molto economico

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26 settembre 2016 1 26 /09 /settembre /2016 03:42

 

Il vecchio lampadario de "La Murrina" che avevamo predisposto in cucina, era andato malauguratamente in frantumi, e occorreva cambiarlo perche' il grande disco di vetro che lo caratterizzava non era piu' recuperabile, e a farne realizzare uno ex novo veniva a costar un sacco di soldi.

In realta' non era proprio il lampadario adatto a quel luogo. Lo avevamo ri-utilizzato dopo il cambio della casa dove alloggiamo, ma il posizionamento era decentrato rispetto al tavolo.

Dovendolo cambiare, ci e' parso meglio cercarne uno a luce concentrata e di dimensioni relativamente piccole, in modo da poterne piazzare 2 in posizione simmetrica rispetto al tavolo.

Alla fine, la scelta e' caduta su un modello relativamente "storico" della nota azienda di illuminazione di design "Flos": Fucsia, disegnata nel 1996 da Achille Castiglioni.

Flos e' una azienda nata a Merano nel 1962 e trasferita a Bovezzo, in provincia di Brescia, nel 1994. Tra i modelli di lampade che propone ci sono opere di molti designer come, tra gli altri, di Tobia Scarpa, Citterio, Stark, Patricia Urquiola e Pier Giacomo Castiglioni.

Ma torniamo a Fucsia, nome peraltro adatto al marchio Flos, che e' il termine latino della parola "fiore".

Si tratta di un lampada a sospensione, disponibile come pezzo singolo o a gruppi di 3, 8 o 12 elementi, costituita da un cono rovesciato in vetro soffiato trasparente di 155 mm di diametro per 355 mm di altezza.

Il bordo inferiore e' sabbiato, e un anello in silicone evita che, urtando contro altre lampade, si possa danneggiare.

All'interno un cilindro metallico fa da portalampada e connette la lampada stessa al soffitto tramite un cavo trasparente isolato che fa anche da conduttore di elettricita'.

Il prezzo di listino per ciascuna Fucsia e' di 199 euro, direi un costo accettabile per un prodotto di design.

Il montaggio e' relativamente semplice. Si aggancia al soffitto il blocco terminale, in materiale plastico, tramite 2 tasselli ad espansione da 8 mm. Il filo che fa da sospensione e da collegamento elettrico e' piuttosto lungo (2660 mm), ma si puo' regolare in altezza fissandolo con una vite presente nel blocco terminale. La rimanente parte di filo si puo' arrotolare all'interno di tale blocco, che e' predisposto per questo. Sempre dentro questo piccolo "rosone" e' presente il mammuth per la connessione alla rete luce.

Importante e' la scelta della lampadina. E' stata progettata per lampadine ad incandescenza con attacco tipo E14 e luce "spot" come quella della foto qui sotto, per cui sono inadatte le lampadine che diffondono luce anche in direzione orizzontale.

 

 

Si possono trovare sostituti tra le moderne lampadine a LED, anche se non potranno mai essere identiche. Io ho utilizzato una Philips da 5W come quella visibile nell'ultima foto, che ha il pregio di avere il corpo bianco come ll portalampada di Fucsia.

L'effetto luminoso, molto bello, era esattamente quello che volevamo ottenere.

 

Link: http://www.flos.com/consumer/en/products/pendant/Fucsia

Nuove lampade a sospensione per la cucina: le "Fucsia" di Flos - Designer: Achille Castiglioni (1996) - Suggerimenti per il montaggio e per la scelta delle lampadine
Nuove lampade a sospensione per la cucina: le "Fucsia" di Flos - Designer: Achille Castiglioni (1996) - Suggerimenti per il montaggio e per la scelta delle lampadine
Nuove lampade a sospensione per la cucina: le "Fucsia" di Flos - Designer: Achille Castiglioni (1996) - Suggerimenti per il montaggio e per la scelta delle lampadine

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15 settembre 2016 4 15 /09 /settembre /2016 02:27

 

Il modulo a neon del sottolavello della cucina, dopo parecchi anni, mi ha lasciato. Poiche' il tubo fluorescente non era sostituibile, ho pensato di utilizzare una struttura a LED, che oggi e' facilmente reperibile.

Rispetto al neon offre dimensioni inferiori, nessuno sfarfallio all'accensione e una durata molto maggiore.

Tra le varie soluzioni disponibili ho scelto quella offerta da Ikea: le barre a luce bianca "Dioder".

Sono economiche (14.99 euro) e molto versatili.

Nella completissima confezione troviamo 4 barre da 25 cm con 8 LED ciascuna, che possono essere connesse in serie, una dopo l'altra, o singolarmente, alimentate da un proprio cavetto.

La dimensione e' ottimale per i moduli standard delle cucine, tipicamente da 60 cm. Per illuminare un modulo sono necessarie 2 barre connesse tra loro, che quindi formano una unica barra da 50 cm.

Le barre si possono inserire l'una nell'altra direttamente o tramite piccoli cavi ad innesto, se si vuole una connessione flessibile.

Si fissano tramite piccole staffe metalliche che possono essere fissate tramite vite o tramite nastro biadesivo.

L'alimentazione e' ottenuta tramite una spina-trasformatore elettronico, da connettere alla 220 V. Da li' in poi i cavi di collegamento veicolano 12 V, cosa ottima per la sicurezza in un ambiente umido come la cucina.

Io ho posizionato questo trasformatore sul "tetto" del mobile cucina. Il filo di connessione l'ho fatto passare sul retro e rientra nel mobile nel punto dove si vuole applicare l'illuminazione.

La potenza (3.4 W totali) e' sufficiente a determinare una luminosita' adeguata ad operare senza problemi di luce sul ripiano sottopensile (in questo caso il lavello).

 

Link: http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/60116540/  

Come illuminare un sottopensile da cucina con le barre luminose a LED "Dioder" di Ikea
Come illuminare un sottopensile da cucina con le barre luminose a LED "Dioder" di Ikea
Come illuminare un sottopensile da cucina con le barre luminose a LED "Dioder" di Ikea

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3 febbraio 2015 2 03 /02 /febbraio /2015 19:44

 

Sono passati solo 3 anni dal mio precedente articolo su questo argomento, che potrete trovare qui:

http://petardo.over-blog.it/article-lampadine-a-led-vantaggi-svantaggi-e-prospettive-94961472.html

e devo ammettere che il progresso di questi elementi illuminanti e' stato addirittura superiore alle aspettative. Mentre allora trovare una lampadina a LED era abbastanza raro, oggi sono diffuse in molti ambienti, sia privati che pubblici.

 

I progressi sono stati fatti sia per quanto riguarda il potere illuminante (ai tempi raramente si vedevano lampadine da piu' di 3 W di potenza) che per quanto concerne la qualita' della luce.

 

Oggi possiamo trovare lampade a LED in grado di sostituire le lampadine ad incandescenza, con tutti (o quasi) gli attacchi: da quelli a vite o a baionetta, funzionanti a 220 V, a quelli a bassa tensione, in grado di sostituire le diffuse lampade alogene dicroiche funzionanti a 12 V con una qualita' della luce paragonabile ma con un consumo sei volte inferiore e una durata decine di volte superiore. Le lampade a LED adesso sono utilizzate spesso nell'illuminazione pubblica, anche per illuminare gallerie.

Secondo tutti gli esperti del settore, siamo ancora solo agli inizi: per il futuro si prevedono ulteriori miglioramenti delle prestazioni e sistemi illuminanti di tipo innovativo.

 

L'importanza di questo componente elettronico e' stata sancita dal Nobel per la Fisica che, per l'anno 2014, e' andata a tre ricercatori giapponesi: Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura. Questi fisici, circa 20 anni fa, inventarono i LED blu, elemento che ha portato e portera' sempre piu' ad una rivoluzione dell'illuminazione.

 

Il processo di ottimizzazione, ingegnerizzazione e perfezionamento industriale che c'e' stato in questi ultimi anni per le lampadine a LED ha avuto come risultato un abbassamento dei prezzi, ma forse non quanto ci si sarebbe aspettato: i 30 euro necessari tre anni fa per lampadine a LED di qualita' oggi sono scesi, ma non sotto i 10 - 15 euro.

Per fortuna ci viene incontro ancora una volta il web, in particolare, potrete trovare in vendita lampadine LED di qualita' a prezzi davvero concorrenziali sul sito Eurocali.it, prezzi tali da rendere l'acquisto estremamente conveniente sia per il privato che per il rivenditore.

L'indirizzo della pagina relativa alla vendita di lampadine a LED di Eurocali e' il seguente:

http://www.eurocali.it/282-lampadine-led

I LED nei 3 colori primari. Questi sono gli elementi base per la realizzazione delle lampadine a LED.

I LED nei 3 colori primari. Questi sono gli elementi base per la realizzazione delle lampadine a LED.

A destra una lampadina dicroica a incandescenza. A sinistra il suo equivalente a LED.

A destra una lampadina dicroica a incandescenza. A sinistra il suo equivalente a LED.

Illuminazione stradale a LED

Illuminazione stradale a LED

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22 ottobre 2014 3 22 /10 /ottobre /2014 21:27

 

Ikea, anche in Italia, e' riuscita nell'intento di suscitare una certa fiducia nei consumatori sebbene l'obiettivo vero non sia un mobile di elevata qualita' ne' di design al di sopra di ogni sospetto. Almeno secondo me.

Va da se che anche io, quando ho bisogno di un mobiletto o di un complemento di arredo un po' particolare e non intendo spendere molto, il primo posto che mi salta in mente e che visito e' Ikea.

Di solito, pero', non trovo esattamente quello che vorrei, ma, "grazie" all'effetto "tonnara" del percorso obbligato per noi poveri tonni, passando vicino ad oggetti buffi e curiosi, spesso ben presentati, o almeno proposti con una certa intelligenza e freschezza, va a finire che si esce dalla suddetta tonnara con qualche oggetto in mano.

Uno dei punti di forza della catena di negozi fondata in Svezia una settantina di anni fa dal patron Ingvar Kamprad, e' proprio l'atmosfera che si respira, certamente migliore dall'effetto di provincialismo tristanzuolo e di stantio che e' presente in altre catene di negozi di mobili italiane. Poi, le iniziative e le offerte molto civili sempre presenti nei punti vendita, come la zona giochi per "parcheggiare" i bambini durante la spesa, il ristorante con attenzioni particolari ai piccoli fruitori, la vena ecologica (o ecologista) che permea molte attivita' anche di promozione della propria merce.

Dal punto di vista dei prodotti, accanto a pezzi sicuramente interessanti, io trovo che ci siano vere e proprie porcherie, sia dal punto di vista del design che da quello della qualita'. Ricordo di avere acquistato un piccolo mobile-cassettiera (di prezzo veramente basso) che mi si sbriciolava come il burro mentre lo montavo. Probabilmente, altri mobili, il cui prezzo pero' non e' molto distante da quelli praticati da altri mobilieri, non sono malaccio, c'e' da tenere presente pero' che e' basso anche perche' non e' compreso ne' trasporto ne' montaggio.

Sì, perche' un'altra caratteristica del'Ikea e' che i mobili, normalmente, si portano a casa smontati e che stanno all'acquirente le operazioni di montaggio. I libretti di istruzioni sono quattro foglietti con disegnini esplicativi che, per quello che sono, fanno miracoli, ma talvolta lasciano molti dubbi su come rimontare al meglio il manufatto acquistato.

Un altro punto che mi lascia perplesso e che contrasta con l'aspetto da "famiglia felice" del posto e' l'umore medio dei commessi, spesso, tra l'altro, difficilmente trovabili. Normalmente sta tra il burbero e lo scocciato, e le poche informazioni che riesci a strappargli, spesso dopo interminabili code di altri clienti che fanno caterve di domande, non lascia del tutto soddisfatti.

Comunque, tutto sommato, se non siete mai stati in una di queste cattedrali dei mobili e dei complementi di arredo, consiglio di provare a fare un giro (magari non il sabato pomeriggio, vista la ressa). Sicuramente sara' una visita interessante o quantomeno divertente e curiosa.

Foto di kaktuslampan, flickr

Foto di kaktuslampan, flickr

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25 maggio 2014 7 25 /05 /maggio /2014 13:02

 

Premetto che non sono espertissimo di giardinaggio e orticultura, per cui posso dire che coltivare ribes e mirtilli in un angolo del giardino e' VERAMENTE facile, dato che riesce anche a me.

 

2014-05-25-13.37.49.jpg

 

Le piantine sono state messe a dimora quasi 10 anni fa e ancora oggi danno annualmente i loro piccoli frutti. Piu' ribes che mirtilli, in realta', e questo per 2 ragioni: la prima e' che qui (pianura padana) i mirtilli maturano in luglio-agosto, e in quel periodo siamo spesso in vacanza. La seconda e' che i mirtilli piacciono moltissimo ai simpatici ma voraci merlotti che saltellano spesso in giardino, per cui la concorrenza e' feroce.


La zona non e' sempre in pieno sole, e arreda un angolo del giardino.


AL centro, c'e' una bocchetta per l'irrigazione automatica, ma, forse, una serpentina con l'irrigazione a goccia sarebbe stato meglio. Quando mi ricordo (mediamente una volta all'anno) nutro le piantine con un po' di concime granulare.

 

Ecco le bacche ancora verdi di futuri mirtilli...

 

2014-05-25-13.37.17.jpg

 

E quelle di ribes...

 

2014-05-25-13.37.33.jpg


Qui potete vedere mia moglie (ribes addicted) tuffata nel cespuglio alla ricerca delle gustose bacche.

 

2014-05-25-13.27.57.jpg


E questo e' il risultato di qualche minuto di lavoro.

 

2014-05-25-13.41.46.jpg


Poi, dopo una sciacquatina, un po' di zucchero e (per i piu' viziosi) un po' di Coimtreau per gustarli al meglio.

   

In quel triangolino mi e' nata per conto suo una piantina di fico. Non so se mai fara' dei fichi, ma io per il momento la lascio stare.... Non si sa mai ....   

 

2014-05-25-13.37.59.jpg

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4 giugno 2013 2 04 /06 /giugno /2013 21:37

 

Probabilmente, ora, è, chiaro a tutti che io ho una ammirazione sconfinata per le performance stilistiche di uno dei piu’ grandi designers di oggetti del nostro tempo: Philippe Stark. Dopo Louis Ghost, (recensita precedentemente), nella mia casa sono entrati due sgabelli “Charles Ghost”, sempre di Philippe Stark e sempre prodotti da quella illuminata azienda italiana di Noviglio (a sud di Milano) che prende il nome di “Kartell”.

Charles Ghost riprende gli stili ottocenteschi degli sgabelli, ma con materiali del tutto difformi dagli originali.

Un monoblocco in policarbonato (piu’ o meno trasparente a seconda delle colorazioni) è l’indistruttibile materiale pensato per queste nuove sedute che si richiamano al passato strizzando l’occhio al presente. Il contrasto tra le linee morbide ottocentesche e il materiale di cui è fatto lo sgabello è la leva sulla quale poggia l’idea, che per alcuni puo’ essere vista come provocazione inaccettabile, mentre per altri determina quel “plus” che spinge a sceglierli come sgabelli per sedute occasionali o per uno spuntino al banco della cucina..

Perfetti in un ambiente spiritoso e moderno (ma non banale), possono diventare un interessantissimo coup de theatre in un ambiente classico che non vuole essere ne’ paludato de’ ammuffito e polveroso.

Charles Ghost è disponibile in 10 colorazioni differenti, sia trasparenti che opachi, in tre misure di altezza: oltre al 75 cm di altezza, troviamo il modello da 65 cm e quello piu’ piccolo da 46 cm.Quest’ultimo ha la seduta, circolare con buco in mezzo per facilitare il trasporto, di 26.5 cm di diametro, mentre le altre due sono da 29 cm. I prezzi vanno da circa 100 euro a sgabello a meno di 200

 

2013-06-04 18.49.27

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