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Testo Libero

6 agosto 2012 1 06 /08 /agosto /2012 21:30

 

Grandissimo film a cavallo tra Casablanca, Indiana Jones e qualcos'altro ancora, ma del tutto originale rispetto a cio` che lo spettatore si aspetterebbe dal titolo.. NON E` un film ospedaliero.

Durante la seconda guerra mondiale un'infermiera inglese si ferma, con il paziente moribondo che sta assistendo, in un convento abbandonato in Toscana, allo scopo di risparmiargli le sofferenze di un viaggio tanto scomodo quanto inutile.

Il paziente e` gravemente sfigurato a causa di un incidente aereo avvenuto in NordAfrica, e inoltre non ricorda molte cose tra cui il suo nome.

La vicenda principale viene narrata per flashback che si alternano alle vicende del tempo presente: l'uomo e` un conte ungherese che conduceva esplorazioni con inglesi in Africa prima della guerra, e nella sua storia ha un peso determinante la storia d'amore con una donna sposata con un suo amico.

Bella la ricostruzione del mondo degli esploratori degli anni 30 e dell'ambiente coloniale, stupende le immagini del deserto.

Il protagonista e`(a detta di mia moglie) "bellissimo" di grandi capacita` recitative, Ralph Fiennes, affiancato da Kristin Scott Thomas, nel personaggio della donna un po' fatale ma abbastanza vera, e dall'altrettanto bella (e brava) Juliette Binoche a cui tocca pero` un personaggio del tutto diverso, giocato piu` che altro sulla simpatia e su una certa dolce caparbieta`.

La storia d'amore e` bella ma problematica, anche per il suo carattere di clandestinita`, ed e` in questo che ricorda Casablanca, con una punta di grandissima intensita` anche scenografica, che non vi racconto, nel suo
finale.

Anche le vicende del presente sono interessanti, ma restano un po' meno sviluppate, salvo alcune scene davvero memorabili come quella di Juliette-infermiera che suona (magnificamente) una delle variazioni Goldberg di Bach su un pianoforte tutto storto e scordato, abbandonato nella chiesa, e sotto il quale poco dopo si scopre la presenza di una mina..

La colonna sonora prende spunto proprio da questo Bach e da altre armonie del tutto diverse, un po' NordAfrica un po' Lawrence d'Arabia, e ne scaturisce una rielaborazione originale decisamente affascinante.

Il film e` stato insignito di 9 premi Oscar nel 1998.

Del tutto meritati, a mio parere.

 

 

Il Paziente Inglese (Anthony Minghella, 1996)

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