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Testo Libero

25 settembre 2017 1 25 /09 /settembre /2017 03:03

 

Nella ricchissima e modernissima Abu Dhabi vivono tre ragazzi venticinquenni.

Ramy, saudita, abita con l'apprensiva mamma e fa il "vlogger". Posta filmati nei quali, dalla sua comoda stanzetta, racconta, ma solo per sentito dire, quello che sa della primavera araba. Si vanta di avere 737 follower su twitter.

Omar e' figlio di un diplomatico siriano. Lavora come personal trainer e sono anni che non ha piu' contatti con il padre. Ha una moglie in procinto di avere un bambino.

Jay fa il DJ. E' figlio di un ricchissimo sceicco che per mantenerlo gli passa una paghetta da 20.000 dollari al mese.

E' da quando il loro quarto amico, Rady, muore sotto i bombardamenti di Beirut del 2006 che non si frequentano piu'. Quella volta avrebbero dovuto andare anche loro da Abu Dhabi a Beirut in automobile con Rady, ma, per varie ragioni, lo lasciarono andare da solo.

Su iniziativa di Omar, si incontrano. Lui, che si sente almeno in parte responsabile di quanto accaduto allora, propone di rifare il viaggio che avrebbero dovuto fare cinque anni prima per rendere omaggio alla tomba di Rady. Dopo qualche resistenza iniziale, gi amici accettano.

Partono con un fiammante SUV Range Rover non scegliendo il percorso piu' breve ma uno "turistico", toccando prima Petra e poi la Siria.

Gli inconvenienti, all'inizio piuttosto buffi ma che finiscono nel tragico quando arrivano nell'ancora oggi tormentato paese mediorientale, non mancheranno...

 

"Viaggio da paura", brutto titolo italiano che nell'originale suonava piu' o meno "Da A a B", dove A significa Abu Dhabi e B sta per Beirut, e' un classico road movie paracadutato in medio oriente.

Le musiche, i loro modi di fare e molte situazioni richiamano chiaramente il mondo occidentale.

Anche alcune inquadrature sono di stampo prettamente occidentale, e mi spingo a dire che il regista e gli sceneggiatori di questo film hanno sicuramente visto Fandango, di Kevin Reynolds, del 1985 ( http://petardo.over-blog.it/2014/09/fandango-kevin-reynolds-1985-recensione.html ).

Non per questo "Viaggio da paura" diventa meno interessante, anzi. La vita "normale" dei quattro superficiali ragazzi e la consapevolezza cresciuta (loro malgrado) a causa delle drammatiche situazioni che vivono durante il viaggio sono aspetti che fanno di questo film una piacevole sorpresa.

Divertente e disincantato, offre nella prima parte uno spaccato inedito della vita e delle aspettative delle persone che vivono in quelle zone.

La seconda parte, piu' drammatica, sebbene apprezzabile a mio avviso perde un po' di credibilita'.

Detto questo ritengo la visione di questo film molto consigliabile, anche perche' il giovane regista Ali F. Mostafa (madre londinese e padre di Dubai), ha fatto indubbiamente un ottimo lavoro.

Curiosamente, nei titoli di coda c'e' l'indicazione di quello che faranno i 3 ragazzi nella loro vita dopo quell'avventura, come se la vicenda raccontata fosse realmente accaduta.

 

 

 

 

 

Viaggio da paura - Ali F. Mostafa, 2015) - recensione - Con Fahad Albutairi, Shadi Alfons, Fadi Rifaai, Madeline Zima, Wonho Chung

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Published by petardo - in Film
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