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Testo Libero

24 settembre 2017 7 24 /09 /settembre /2017 03:53

 

1948. Videla viene eletto presidente del Cile anche con i voti del partito comunista ma, una volta al potere, ingerenze statunitensi fanno si che lo stesso partito sia messo fuorilegge.

Esponente iconico e cardine del partito comunista cileno e' Pablo Neruda, che accusa apertamente il presidente di questa decisione liberticida, e per questo sara' perseguitato.

Dovra' fuggire, e lo fara' assieme alla moglie, aiutato in questo dai compagni disseminati nel paese.

Alla sua ricerca c'e' Óscar Peluchonneau. Quest'ultimo personaggio, che non e' parte della biografia di Neruda ma e' stato inventato per questo film, e' anche la voce narrante fuori campo...

 

Neruda e' un'opera decisamente anomala nel panorama dei film biografici o pressoche' biografici come questo.

Sicuramente la voce narrante "dalla parte sbagliata" fa assumere al film una prospettiva obliqua che puo' lasciare nello spettatore sensazioni contrastanti, incerte.

Stranianti e interessanti sono anche molte scene presenti nella pellicola, prima fra tutte la sala da bagno del parlamento cileno dove troneggiano, al centro, poltrone e divani e dove la diatriba politica prosegue (o avviene?) mentre i senatori espletano funzioni corporali.

Anche la figura di Pablo Neruda non e' dipinta come ci si aspetterebbe.

Autorevole, iconico ma anche narcisista e (forse giustamente) arrogante verso gli avversari traditori. Comunista privilegiato.

Un comunista privilegiato apprezzato dalle signore malgrado l'aspetto non certamente gradevole e non edulcorato dall'attore che lo interpreta, truccato con un potente riporto dei capelli che non mi sembra avesse il vero Neruda.

Frequentatore di bordelli, sembra lasci apposta brandelli del suo passaggio, come i suoi libri autografati, in modo che Peluchonneau non lo perda di vista.

D'altronde, come una signora del popolo (quello vero) gli fa notare (turbandolo), in qualche modo la sua fama quasi leggendaria ha bisogno della persecuzione da parte del potere per sopravvivere.

Neruda e' certamente anche un esercizio di stile da parte del regista, Pablo Larraín, quasi sempre esercizi coerenti con il contesto del racconto, ma che per alcuni possono sembrare talvolta ridondanti, fini a loro stessi e intellettualoidi.

E' comunque sicuramente un film da vedere, sia per la storia raccontata (da non dimenticare) che per il modo nel quale e' proposta.

Suggestiva la colonna sonora, di autori vari.

 

Neruda - (Pablo Larrain, 2016) - Recensione - Con Luis Gnecco, Gael García Bernal, Mercedes Morán, Diego Muñoz, Pablo Derqui

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Published by petardo - in Film
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