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Testo Libero

25 settembre 2017 1 25 /09 /settembre /2017 02:59

 

La Boca e' una fredda, plumbea e triste localita' sulla costa cilena dove sono confinati 4 ex sacerdoti e una suora (o ex suora?) colpevoli di essersi macchiati di gravi peccati.

Si va dalla pedofilia (forse solo virtuale) di uno degli ospiti, alla contiguita' colpevole verso il regime dittatoriale cileno, alla compravendita di bambini.

Ad accudire i quattro (dei quali uno e' affetto da demenza senile) una suora non certamente indifesa.

Allevano un cane levriero con il quale partecipano a gare ricavandone proventi (e probabilmente non potrebbero).

Alla casa arrivera' un nuovo misterioso ospite, Lazcano. Ben presto si capira' che anche lui e' un sacerdote che si e' macchiato di gravi atti di pedofilia.

Uno degli ex ragazzi violati, Sandokan, ora diventato un adulto disturbato e senza tetto, lo ha seguito fino a La Boca.

Dal cancelletto dell'abitazione dove alloggiano Sandokan snocciola ad alta voce, e con una certa dovizia di particolari, le pratiche che ha subito da giovane.

Gli ospiti della casa/confino offrono a Lazcano una pistola (!) con la quale spaventare Sandokan per mandarlo via, ma, una volta uscito, rivolge l'arma verso di se' e si uccide.

Per fare luce sul grave episodio arriva al "club" un altro sacerdote. Un gesuita (psicologo) che appare determinato ed integerrimo...

 

Il club, diretto e scritto (assieme a Guillermo Calderón e Daniel Villalobos) da Pablo Larraín, e' un'opera certamente interessante e ottimamente realizzata.

Altrettanto sicuramente e' dura e "scomoda" da vedere, in certi passi quasi insopportabile, ma d'altronde anche quello che racconta (e che purtroppo non e' solo frutto della fantasia degli autori) e' insopportabile.

La grevita' del film non e' alleggerita dal plumbeo paesaggio, dal minaccioso oceano e da un cielo grigio dal quale il sole si vede molto raramente, dove vivono i protagonisti di questa pellicola anche loro gravati dal peso delle loro colpe.

Di Pablo Larraín ho visto recentemente il suo film successivo, Neruda ( http://petardo.over-blog.it/2017/09/neruda-pablo-larrain-2016-recensione-con-luis-gnecco-gael-garcia-bernal-mercedes-moran-diego-munoz-pablo-derqui.html ). Entrambe le opere hanno uno stile del tutto personale e riconoscibile che fanno di Larrain uno degli autori piu' interessanti del panorama cinematografico attuale, in particolare per chi nei film non cerca relax ed evasione...

Inquietanti (quindi adatte) e direi anche piuttosto belle le musiche della colonna sonora, di Carlos Cabezas.

Pur non essendoci scene particolarmente "scabrose", per il linguaggio usato, (in particolare da Sandokan), il film e' destinato ad un pubblico adulto.

Il club - (Pablo Larrain, 2015) - Recensione - Con Roberto Farías, Antonia Zegers, Alfredo Castro, Alejandro Goic, Alejandro Sieveking

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Published by petardo - in Film
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