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Testo Libero

3 settembre 2017 7 03 /09 /settembre /2017 03:56

 

Daniel Mantovani e' un famoso scrittore argentino, al culmine, o, come dira' lui nello spiazzante discorso che ha tenuto per il Nobel alla letteratura assegnatogli, al termine della sua carriera.

Sono oramai cinque anni che non scrive piu', e per questo e' timidamente pungolato dalla casa editrice.

Gli impegni comunque non gli mancano. Conferenze, cene di beneficenza e richieste di onorificenze gli piovono da tutto il mondo, e lui e' costretto (o e' felice di) declinare sempre piu' spesso la sua partecipazione.

Si mette a ridere quando la segretaria, tra i vari inviti, gli legge quello proveniente dal suo paese di origine, Salas.

Vorrebbero averlo per conferirgli il premio di "cittadino illustre".

Salas e' un piccolo centro della piu' profonda provincia argentina dal quale era fuggito 40 anni prima senza piu' fare ritorno, lasciando la' fidanzata e genitori.

Si vede pero' che la cosa lo intriga, e alla fine decide di andare, cancellando impegni ben piu' prestigiosi.

Quando, dopo qualche peripezia, riesce ad arrivare, e' accolto piuttosto trionfalmente, anche se i modi non sono certo quelli raffinati ai quali e' abituato, ma quelli rustici, grossolani e piuttosto "kitch" di una provincia che non appare migliorata nonostante il tempo passato.

D'altronde lui ha attinto a piene mani in queste brutture, facendone l'argomento principale dei suoi romanzi, cosa che non a tutti i "salassesi" e' piaciuto.

Per questo, l'atmosfera che respirera' durante i pochi giorni della sua permanenza a Salas diventera' sempre piu' pesante...

 

Mariano Cohn, soggettista e regista, assieme a Gastón Duprat, di questo sorprendente lungometraggio, pur non essendo affatto noti hanno fatto un lavoro estremamente raffinato e originale.

Notevole e' il crescendo di tensione che si ha nei giorni nei quali il protagonista, tra la selezione di orrendi quadri per il concorso d'arte nel quale e' principale giurato e la triste cerimonia di inaugurazione di un (brutto) busto a lui dedicato, vive nel suo paese natale.

Molti degli abitanti hanno comportamenti decisamente irritanti, tanto che la visione del film talvolta imbarazza anche lo spettatore fino al sorprendente e spiazzante finale, nel quale cio' che era chiaro solo pochi minuti prima non lo e' piu', e tutto, o quasi, viene messo in discussione, rettitudine dello scrittore, che appariva granitica, compresa.

Per questa ottima opera cinematografica, in concorso a Venezia nel 2017, il protagonista Oscar Martínez ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile.

 

 

Il cittadino illustre - (Gastón Duprat, Mariano Cohn, 2016) - Recensione -. Con Oscar Martínez, Dady Brieva, Andrea Frigerio, Belén Chavanne, Nora Navas

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Published by petardo - in Film
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