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Testo Libero

12 aprile 2017 3 12 /04 /aprile /2017 13:14

 

Titolo estroso per il libro di ricordi di Marta Marzotto, scritto con :Laura Laurenzi, pubblicato poco prima della sua scomparsa e quindi diventato in pratica la sua autobiografia.

E` un libro per certi versi discutibile, ma certamente in grado di stuzzicare la curiosita` (credo, soprattutto delle lettrici).

Marta Marzotto, nata poverissima ma estremamente bella, grazie alla sua bellezza diventa prima mannequin poi moglie del Conte Marzotto, e con questo matrimonio ribalta oltre l’immaginabile la sua condizione sociale; ma se certamente la sua fortuna iniziale puo` essere attribuita a un regalo della natura, sono certamente il suo carattere e il suo modo di essere a farne una vera regina del jet-set internazionale per decenni.

Dai racconti traspare fin dall’inizio una forte personalita`; quando la famiglia Marzotto, una delle piu` ricche d’Italia, chiede alla giovane futura sposa del figlio cosa desideri per il corredo del matrimonio, lei risponde sobriamente “un completo di lenzuola e una coperta”; quando, fresca sposa, per un viaggio con amici riceve dal marito una pellicciona di visone “sauvage”, accessorio immancabile per le giovani signore dell’high society dell’epoca, constatando che le sue compagne di viaggio ce l’hanno TUTTE anche loro, butta la sua dal finestrino della carrozza-letto del treno su cui sta viaggiando.

Eppure non e` certo ribelle nei confronti del soldi: li spende a piene mani, ama averne in grande quantita` in contanti nella borsetta, ma in qualche modo sembra non le appartengano.

E` tutto e il contrario di tutto. Ha un salotto a Roma in cui invita artisti e cardinali, politici e belle donne. Le sue feste sono le piu` divertenti, nessuno rifiuta mai un suo invito.

Un tourbillon continuo di inviti e appuntamenti: la villa di Cortina, quella in Sardegna, i viaggi, i pranzi, le cene, le colazioni, anche gli amanti.

Il conte vede ma tace, almeno all’ inizio. Quando poi si arriva alla storia con Guttuso, che lei descrive come immensa, tutto si complica.

Fino all’epilogo, tristissimo: Guttuso si ammala e la famiglia (di lui, che aveva moglie, e altra gente che gli “stava addosso”, forse per l’eredita`) le impedisce di vederlo, di stargli vicino fino alla morte come lei gli aveva promesso. E solo a questo punto il conte Marzotto chiede la separazione, la storia finisce sui giornali con tutti gli eccessi del caso, e “la” Marta, che sola veramente non e` mai, resta sola come nessuno, soffre terribilmente e probabilmente per questa vicenda non ha smesso di soffrire fino alla (propria) morte.

Ma la Marta e` una combattente, non dimentica ma si rialza.

Non vorrei raccontare tutto il libro, che si legge di corsa ed e` pieno strapieno di racconti memorabili. La Marzotto riesce a sdoganare perfino certi aspetti insopportabili del lusso con il suo entusiasmo. Certo, il libro non riesce a farmi accettare certe frequentazioni tanto incredibili quanto improponibili: come partecipare in qualita` di ospite a una (pur affollata) battuta di caccia organizzata dal generale Franco, dittatore in Spagna fino agli anni ’70; andare nel deserto (con le amiche) ospite di Gheddafi; e tante altre cose che sprizzano lusso e tempo da perdere.

Anche molta beneficenza, fortunatamente poco esibita.

In conclusione, e` una lettura leggera che rivela un mondo a cui gran parte dei lettori non appartiene; e al tempo stesso e` la celebrazione/ricordo di un personaggio che rappresenta “la mondanita`”, un’ epoca e un mondo che forse adesso sono quasi scomparsi, o forse semplicemente si sono un po’ ritratti e allontanati dai riflettori.

E` un’ottima lettura estiva.

Smeraldi a colazione - Di Marta Marzotto (con Laura Laurenzi) - Recensione - Sottotitolo: le mie sette vite - Ed. Cairo

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Published by petardo - in Libri
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