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Testo Libero

26 aprile 2017 3 26 /04 /aprile /2017 00:17

 

Matteo e' un bravo avvocato trentenne che vive con la sua ragazza Clara in una stupenda villetta sul lago d'Iseo. La casa e' probabilmente di proprieta' della ragazza, di famiglia piuttosto facoltosa.

Lui, di origini piu' povere, non ha mai conosciuto il padre, ma vorrebbe farlo, e per questo aveva incaricato un investigatore privato.

Matteo lavora con il padre di Clara in uno studio legale. Quest'ultimo gli offre la difesa di uno strano pentito di mafia ospitato in incognito in un albergo della zona.

Nel frattempo, a distanza di pochi giorni, l'investigatore privato sara' fatto fuori da un misterioso sicario, e Matteo ricevera' una lettera nella quale si indica chi e' il suo probabile padre.

Si tratta di tale Jack Coppola, un tipo strano che (guarda caso) vive in una casa sulle montagne nei pressi di Iseo. Matteo lo va a trovare ma il suo potenziale papa' lo riceve a suon di fucilate, e a suon di fucilate lo fa fuggire.

Solo dopo Jack sembra "pentirsi", dimostrandosi anche molto affabile (troppo) e persino invadente. Infatti finira' con l'installarsi, malgrado la volonta' di Matteo, a casa sua.

Si sapra' successivamente che in realta' Coppola e' un mafioso interessato, come peraltro un'altra famiglia mafiosa in combutta con la sua, a conoscere il nascondiglio del pentito...

 

Questo film dimostra quanto e' rischioso scegliere un lungometraggio da vedere senza prima leggere un po' di commenti e di recensioni.

Sgangheratissimo, preso piu' a pubblicizzare marchi e localita' (ad esempio Citroen, Fiat, il lago d'Iseo e Trento) che a raccontare qualcosa di decente e a farlo decentemente.

Recitazione generalmente sotto la media (a parte il buon lavoro del caratterista Pannofino nei panni di Coppola), dialoghi da buttare nel cestino e ruoli imbarazzanti, in particolare per le figure femminili.

Un'opera da dimenticare del regista e sceneggiatore Zangrandi, che in parte vorrebbe forse (non so quanto consapevolmente) essere grottesco, ironico e quasi parodistico ma non lo e', e riesce pure nell'intento (in questo caso spero involontariamente) di far risultare simpatico e quasi positivo pure il mafioso Coppola.

Anche le musiche sembrano scelte a sproposito, a parte gli inascoltabili brani neomelodici che il sicario ascolta prima di compiere omicidi.

Da evitare.

 

My Father Jack - (Tonino Zangardi, 2016) - recensione - Con Francesco Pannofino, Matteo Branciamore, Eleonora Giorgi, Claudia Vismara, Elisabetta Gregoraci

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Published by petardo - in Film
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