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Testo Libero

9 aprile 2017 7 09 /04 /aprile /2017 02:37

 

Loris, Sabrina, "Mao" e Rino mai avrebbero pensato che, 15 anni dopo le scioglimento, il loro gruppetto rock di provincia "Pluto" potesse ritrovarsi per una "reunion".

Ne' immaginavano che le loro performance delle quali, complici certamente alcol e sostanze, ricordavano poco, potessero aver rappresentato qualcosa per qualcuno.

Invece, il ricco (di famiglia) giornalista Ludovico Reviglio e' stato ed e' un fan dei Pluto, gruppo che lui considera tuttora "i piu' grandi di tutti". Per questo telefona a Loris invitandolo a riunire il gruppo per un'intervista che preludera' ad un concerto e ad articoli su riviste del settore. Ludovico, tra l'altro, ha nella stupenda casa dove vive (su una sedia a rotelle a causa di un incidente) con la madre, un'intera stanza dedicata alle memorabilia del gruppo.

I quattro, dapprima un po' increduli ma poi convinti (anche dai premi in danaro che si prospettavano) accettano di abbandonare per poco le certamente non entusiasmanti vite che stavano conducendo per questa full immersion in una situazione che per loro, alla fine, e' contata molto meno che non al loro fan.

Lorenzo si accorge ben presto che la (sua) mitizzazione dei 4 personaggi non corrisponde alla realta'.

Anche solo il nome del gruppo, Pluto, non e' la citazione della figura della mitologia greca, figlio di Iasione e di Demetra ne' deriva dal pianeta nano del sistema solare, (come probabilmente pensava Lorenzo) ma era semplicemente il nome del cane di Sabrina, la bassista del gruppo.

Loro sono 4 ex ragazzotti un po' invecchiati, talvolta non benissimo, e per di piu' intellettualmente piuttosto scarsi.

I testi che apparivano volgari ma in realta', secondo Lorenzo, erano "forti e trasgressivi", del tipo:

/ sputo in faccia al bagnìno / e gli fotto il pattìno /

rimanevano invece solamente frutto di una certa ignoranza provinciale...

 

 

Non mi pare che "I piu' grandi di tutti" sia un film riuscitissimo. Data la trama, mi aspettavo qualcosa di piu' divertente, pregnante e bizzarro.

La recitazione di alcuni personaggi mi e' apparsa "frenata", opaca e poco centrata. Questo e' forse in parte imputabile al regista/musicista Carlo Virzì (fratello del piu' noto Paolo) che e'anche autore della colonna sonora e dei brani suonati dai "Pluto".

Devo ammettere che la parlata livornese (che a me non va molto a genio, nei film) non ha forse aiutato.

Tra gli attori c'e' Claudia Pandolfi (la bassista), Corrado Fortuna (il protagonista di My Name Is Tanino, che qui e' Lorenzo) e anche un vero musicista di ex gruppetti rock della provincia livornese: Dario Cappanera, che interpreta il chitarrista dei Pluto, Rino Falorni.

Durante i titoli di coda, celebri gruppi e cantanti reali (tra  cui Vasco Rossi) millantano concerti nei quali come gruppo spalla c'erano proprio i mitologici Pluto.

I piu' grandi di tutti - (Carlo Virzì, 2011) - Recensione -  Con Claudia Pandolfi, Alessandro Roja, Marco Cocci, Corrado Fortuna, Dario Cappanera, Claudia Potenza

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Published by petardo - in Film
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