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Testo Libero

1 aprile 2017 6 01 /04 /aprile /2017 04:02

 

Daphne e' certamente una tipa "dura".

Armata di coltello la ragazzina non disdegna, in compagnia di una complice o anche da sola, di rapinare coetanei e coetanee del cellulare, che poi rivende per pochi soldi ad un ricettatore.

Vive temporaneamente dalla complice, ma e' costretta ad andarsene e passare le sue nottate sulle panchine della stazione.

Nonostante sia insospettabilmente veloce a correre, Daphne, alla fine dell'ennesimo "colpo", viene catturata dalle forze dell'ordine e spedita in un riformatorio.

In quello che e' in realta' in tutto e per tutto un carcere minorile, solo un po' piu' curato dal punto di vista estetico, le operatrici tentano di recuperare le vivaci ragazzine facendole lavoricchiare e, soprattutto, annichilendo ogni tentativo di ribellione, tentativi che per la Daphne, ribelle di natura (e un po' violenta), sono assai frequenti.

Il carcere ospita anche una sezione maschile. I ragazzi sono tenuti rigorosamente separati dalle ragazze, tranne in alcuni momenti comuni quali la messa domenicale e le principali feste, come il capodanno.

Daphne, che e' anche una tipa caruccia, attira l'attenzione di un ospite, Josh, e anche a lei non e' indifferente il ragazzo. Considerano, senza troppa convinzione (soprattutto da parte di lei, dal carattere gia' disilluso a quella eta') di incontrarsi una volta usciti.

La situazione famigliare di Daphne e' chiaramente piuttosto tragica: madre assente e padre appena uscito dalla galera, che vive in un piccolo appartamento con la nuova compagna e il di lei figlio.

Avrebbe la possibilita' di trascorrere l'ultima parte della pena assieme al padre, ma per vari motivi lui e la nuova compagna non se la sentono. E questo per Daphne e' una grande delusione.

Riesce ad avere il permesso di passare una notte dal padre, ma ad incombere sulla ragazza e' sempre presente l'innata volonta' di ribellione e trasgressone... 

 

Fiore e' il titolo di questo bel film diretto da Claudio Giovannesi e da lui, assieme a Filippo Gravino e Antonella Lattanzi, scritto e sceneggiato.

Titolo dal significato peraltro un po'oscuro per questa intensa vicenda sul disagio giovanile.

Intensa ma rigorosa, dove nulla e' lasciato alla spettacolarizzazione, e per questo piu' vero e, alla fine, interessante.

Bravina Daphne Scoccia (molti dei nomi degli interpreti sono mantenuti nei personaggi del film) e bravo (come al solito) Mastandrea nella parte del padre, che per questa interpretazione ha vinto il David di Donatello 2017 come miglior attore non protagonista.

Eccellenti le musiche, tra le quali e' piuttosto centrata Sally, di Vasco Rossi.

Suggestive anche le musiche originali, delle quali autore e' lo stesso Giovannesi.

 

 

Fiore - ( Claudio Giovannesi, 2016) - Recensione - Con Daphne Scoccia, Josciua Algeri, Laura Vasiliu, Aniello Arena, Gessica Giulianelli

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Published by petardo - in Film
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