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Testo Libero

14 giugno 2015 7 14 /06 /giugno /2015 22:12

 

Altro capitolo della serie “cosa non invidio agli Americani”, ma questa volta per fortuna il film e` divertente e puo` perfino succedere di farsi qualche bella risata.

 

Presentato al Sundance Film Festival e premiato con due Oscar.

Siamo ad Albuquerque, nel nuovo Messico; Olive e` una simpatica e grassottella bambina di sette anni che dopo aver vinto, per ritiro della prima classificata, il concorso per “Little Miss Sunshine” si e` messa in testa di partecipare alle selezioni per Miss America.

La sua strampalata e colorita famiglia decide di assecondarla; e` composta da un noiosissimo padre che non fa altro che ripetere a tutti “le nove regole del successo”, una madre che probebilmenet e` la persona piu` normale del gruppo, semplice e simpatica, uno zio grande studioso di Marcel Proust ma da controllare a vista, perche` e` incline al suicidio dopo essere stato lasciato dal suo fidanzato (e` gay), un nonno folle, eroinomane e anche un po’ sessuomane, cacciato dalla casa di riposo perche` non smetteva di drogarsi. E` proprio il nonno che ha aiutato la bambina a preparare il “pezzo” di danza per il concorso, che nessun altro ha visto in precedenza.

Questa “armata Brancaleone” parte per la California, dove si svolge la finale del concorso, su uno scassatissimo pullmino Volkswagen (si`, proprio quello che ci ricordiamo dei “fricchettoni” degli anni ’70), che poco dopo la partenza perde irrimediabilmente l’uso della frizione per cui l’autista deve partire in discesa, la marcia non si puo` cambiare e tutti i passeggeri devono salire di corsa..

Il percorso non e` lunghissimo ma succede di tutto, e addirittura il nonno muore per overdose.

La famiglia entra in crisi ma decide che il sogno della bambina va rispetttato, anche in memoria del nonno che ci teneva tanto, e continuano fino all’hotel sede del concorso.

Il concorso merita un capitolo a se`: il vero paradigna del cattivo gusto, bambine insopportabilmente leziose, con capigliature gonfie e smisurate, truccate e vestite come le regine del pop, le madri arroganti e ambiziose, un ambiente al top del kitsch.

Olive e` invece una bambina normalissima, l’unica a comportarsi come una bambina della sua eta` e non come l’imitazione di donne di vent’anni piu` grandi.

La sua esibizione e` esilarante.. ma viene presa sul serio, manco a dirlo, dagli organizzatori, che la eliminano per pornografia, anche se la somiglianza della sua esibizione a uno strip-tease e` molto meno che un’ipotesi. Ma insomma, il nonno scapestrato ha lasciato il segno.

Buttata fuori dal concorso, per fortuna Olive non perde il buonumore!

 

Ho trovato carinissimo questo film che e` un’ allegra critica di costume, che prende di mira i concorsi di bellezza, l’atteggiamento nei confronti delle bambine, dei gay, delle persone “fuori moda”, e le ipocrisie in genere (molto piu` pornografici i look e gli atteggiamenti delle altre concorrenti rispetto a quelli dell’unica squalificata per pornografia!).

Attori poco conosciuti ma bravi; Olive e` Abigail Preslin (un po’ imbruttita per il film).

Colonna sonora interessante, composta dai DeVotchka rielaborando brani gia` esistenti (motivo per cui non e` stata candidata all’ Oscar).

 

Spensierato e allegro, ma niente affatto privo di contenuto, consiglio caldamente questo film.

Little miss sunshine - (Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2006) - Recensione

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