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Testo Libero

20 giugno 2017 2 20 /06 /giugno /2017 02:48

 

I fagiolini di Sant'Anna non li avevo mai visti. Sono lunghi, anzi, lunghissimi: circa 4 mm di diametro per 40 cm di lunghezza.

Il negoziante del mercato dice che sono una piccola produzione locale, e che non si trovano spesso.

Ho letto che sono tipici della toscana, e che prendono anche il nome di fagiolini asparago e fagiolini serpente.

Li ho provati in un paio di ricette (oltre a questa anche quest'altra http://petardo.over-blog.it/2017/06/fagiolino-di-sant-anna-o-fagiolino-asparago-o-fagiolino-serpente-con-pomodoro-e-trenette.html ) e devo dire che sono molto meglio dei comuni fagiolini boby.

 

Ingredienti per 2 persone

120 g di fagiolini di Sant'Anna
Burro
2 uova
Sale
Pecorino fresco

 

Lessate i fagiolini per 5 minuti in acqua salata dopo averli sciacquati e spuntati dalla parte dove erano attaccati alla pianta.

In una padella antiaderente imburrata e scaldata formate 2 "rotoli" di fagiolini in grado di contenere al centro un uovo sgusciato.

Aggiungere delle fettine di pecorino fresco, salate il tuorlo e portate a cottura, con la padella coperta.

Il bianco dell'uovo si deve rapprendere mentre il tuorlo deve rimanere fluido. Anche il formaggio si fondera' leggermente.

Raccogliete i "rotolini" con una paletta e accomodate in piatti individuali.

 

 

Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con uovo al burro e pecorino fresco
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con uovo al burro e pecorino fresco
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con uovo al burro e pecorino fresco
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con uovo al burro e pecorino fresco

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20 giugno 2017 2 20 /06 /giugno /2017 02:29

 

I fagiolini di Sant'Anna non li avevo mai visti. Sono di circa 4 mm di diametro e 40 cm di lunghezza.

Il negoziante del mercato dice che sono una piccola produzione locale, e che non si trovano spesso.

Ho letto che sono tipici della toscana, e che prendono anche il nome di fagiolini asparago e fagiolini serpente.

Li ho provati in un paio di ricette (oltre a questa anche quest'altra http://petardo.over-blog.it/2017/06/fagiolino-di-sant-anna-o-fagiolino-asparago-o-fagiolino-serpente-con-uovo-al-burro-e-pecorino-fresco.html ) e devo dire che sono molto meglio dei comuni fagiolini boby.

Spesso si fanno al pomodoro, ma io ho utilmente sfruttato questo metodo di preparazione facendoli diventare il condimento per una pasta lunga come le trenette.

 

Ingredienti per 2 persone

120 g di fagiolini Sant'Anna
200 g di polpa di pomodoro Mutti
Olio evo
Aglio disidratato
Zucchero
Sale
Peperoncino in polvere
Grana grattugiato (2 cucchiai)

 

Lessate i fagiolini per 5 minuti in acqua salata dopo averli sciacquati e spuntati dalla parte dove erano attaccati alla pianta.

Scaldate 4 cucchiai di olio evo assieme a un pizzico di aglio disidratato. Aggiungete la polpa di pomodoro, un pizzico di zucchero e uno di sale. Se piace, anche del peperoncino in polvere.

Scolate i fagiolini e metteteli, senza tagliarli, assieme al pomodoro.

Lessate le trenette e conditele con il la preparazione a base di fagiolini Sant'Anna.

Servite in piatti individuali spolverizzando di parmigiano grattugiato.

Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con pomodoro e trenette
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con pomodoro e trenette
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con pomodoro e trenette
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con pomodoro e trenette
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con pomodoro e trenette
Fagiolini di Sant'Anna o fagiolini asparago o fagiolini serpente con pomodoro e trenette

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20 giugno 2017 2 20 /06 /giugno /2017 02:07

 

Questo e' un ottimo piatto estivo, dove la mozzarella di bufala non subisce (giustamente) "l'onta" della cottura.

 

Ingredienti per 2 persone

140 g di paccheri
200 g di polpa di pomodoro Mutti
Una mozzarella di bufala Vallelata
Olio evo
Aglio disidratato
Sale
Zucchero
Basilico tritato surgelato

 

Rosolate un pizzico di aglio disidratato (o fresco, se l'avete) in 4 cucchiai di olio evo.

Aggiungete la polpa di pomodoro Mutti, un pizzico di zucchero e uno di sale.

Scaldate mescolando e aggiungete del basilico surgelato tritato (o, naturalmente, fresco, se lo avete).

Lessate i paccheri in abbondante acqua salata (5 minuti) e conditeli con la salsa di pomodoro preparata.

Nel frattempo avrete tagliato mezza mozzarella a dadini e l'altra meta' a fettine.

Mettete i dadini nei piatti individuali, aggiungete i paccheri conditi e quindi le fettine di mozzarella.

Servite con un ciuffo di basilico a mo' di decorazione.

Paccheri "Italiamo" con polpa di pomodoro Mutti e mozzarella di bufala "Vallelata" (detti "alla sorrentina")
Paccheri "Italiamo" con polpa di pomodoro Mutti e mozzarella di bufala "Vallelata" (detti "alla sorrentina")
Paccheri "Italiamo" con polpa di pomodoro Mutti e mozzarella di bufala "Vallelata" (detti "alla sorrentina")

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20 giugno 2017 2 20 /06 /giugno /2017 01:44

 

I paccheri di marca Italiamo si trovano alla Lidl. 500 g di ottimi paccheri di pasta fresca a 99 centesimi.

In questa ricetta (per 2 persone) ho usato 4 asparagi lessati al dente come spiedino sul quale infilare i paccheri precedentemente farciti ciascuno con un cucchiaino di ricotta e parmigiano.

12 paccheri in genere sono sufficienti (3 per ogni asparago)

I 100 g di ricotta e i 20 g di parmigiano grattugiato erano stati amalgamati con sale, pepe e noce moscata.

Gli spiedini siffatti li ho messi in una pirofila imburrata e nappati con una besciamella fatta con 10 g di burro, 10 di farina e 100 di latte, sale e noce moscata.

Si lasciano gratinare in forno e si servono.

"spiedini" di paccheri "Italiamo" su asparagi con ricotta e besciamella
"spiedini" di paccheri "Italiamo" su asparagi con ricotta e besciamella
"spiedini" di paccheri "Italiamo" su asparagi con ricotta e besciamella
"spiedini" di paccheri "Italiamo" su asparagi con ricotta e besciamella
"spiedini" di paccheri "Italiamo" su asparagi con ricotta e besciamella

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18 giugno 2017 7 18 /06 /giugno /2017 22:27

 

Dheepan, Yalini, Illayaal sono un uomo, una donna e una bambina di 9 anni che fanno finta di essere una famiglia per poter scappare da un campo profughi nell'inferno della guerra civile in Sri Lanka ed approdare nella periferia di Parigi.

Lui riesce a trovare lavoro come custode tuttofare in casermoni popolari abbandonati a loro stessi, dove lo stato sembra totalmente assente e sono "gestiti" da bande di malfattori.

Lei inizia a lavorare come badante di una persona con problemi psichici nell'appartamento di uno dei capibanda, appena uscito dal carcere ma ancora tracciabile dato che indossa il bracciale elettronico.

Malgrado le intenzioni della finta madre non siano particolarmente materne, la "coppia per caso" riesce ad accudire la ragazzina, facendole frequentare classi speciali di inserimento, dato che ne' Illayaal ne' i finti genitori parlano bene la lingua francese. 

Scappati dalle violenze dello Sri Lanka, ben presto si accorgono che anche il quartiere dove alloggiano non e' un luogo molto tranquillo, ma Dheepan, che appare come un mite custode, ha un passato di guerrigliero Tamil, e sa come comportarsi in certi frangenti...

 

Il regista francese Jacques Audiard con "Dheepan" ha vinto la palma d'oro al festival di Cannes 2015.

Sicuramente e' un film ben fatto, potente e rigoroso, almeno fino "quasi" alla fine. La storia di 3 persone che hanno perso tutto nel loro paese d'origine e cercano di ricostruire la loro vita, magari (ma non e' affatto sicuro) contando su loro 3, casualmente assortiti nella tragedia della guerra civile.

 

 

 

 

Dheepan - Una nuova vita - ( Jacques Audiard, 2015) - Recensione - Con Vincent Rottiers,  Marc Zinga, Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Srinivasan

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Published by petardo - in Film
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18 giugno 2017 7 18 /06 /giugno /2017 04:33

 

Fausto, cameriere di un lussuoso hotel Parigino conosce casualmente Nadine, una ragazza li' presente per un concorso di aspiranti modelle.

Non sembra che a Nadine interessi granche', il concorso, anzi, sembra piuttosto infastidita.

I due si "annusano" e si piacciono.

Fausto, in qualita' di dipendente dell'albergo, fa un po' il gigione (d'altronde e' italiano) portandola a vedere la suite da 15.000 euro a notte, ma, inaspettato, arriva chi aveva affittato la suite, che non la prende bene. In un violento alterco Fausto massacra di botte il ricco malcapitato, e per questo si becca 2 anni di galera.

Nadine passa il concorso e va a lavorare a Milano.

Un po' incredibilmente, due anni dopo, all'uscita del carcere Fausto trova Nadine che, pur non avendo mai risposto alle sue lettere, lo ha aspettato.

Vanno entrambi a vivere a Milano, e da qui una inizia, anzi, continua una serie di importanti eventi che vedono protagonisti, con altalenanti fortune, Fausto, Nadine e gli amici che incontrano sulla loro strada.

Tra questi, Sandro, un signore di mezza eta' impegnato nella realizzazione di una discoteca all'interno di una chiesa sconsacrata che prendera' il nome di "Alaska" e Francesca, una ricchissima ragazza che si innamora di Fausto...

 

Non posso dire che sia un brutto film, Alaska, anzi, ed e' pure ottimamente recitato da tutti gli interpreti.

Ma ci sono un paio di cose che fanno rimanere perplessi.

La prima riguarda il numero incredibile di "eventi" che succedono: potrebbero essere argomento per altri 5 lungometraggi.

Il secondo e' l'aspetto di Fausto, il protagonista interpretato da Elio Germano. 

Ottimo attore, discreto ragazzo, per carita', ma con una faccia piu' da "I ragazzi della 3ª C" che da "sciupafemmine".

Perche' una bella ragazza che fa la modella dovrebbe aspettare 2 anni per un tizio piuttosto violento, che conosce poco ed e' pure quasi nullatenente?

Perche' anche una piacevole ragazza ricchissima dovrebbe essere attratta da lui?

A meno che uno dei (numerosi) temi del film sia che "l'amore e' cieco", non saprei...

 

Il regista, soggettista e sceneggiatore e' Claudio Cupellini, qui al suo terzo lungometraggio. E' abbastanza noto per avere contribuito alla regia della serie televisiva di successo Gomorra - La serie.

 

Alaska - (Claudio Cupellini, 2015) - Recensione - Con Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim

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Published by petardo - in Film
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17 giugno 2017 6 17 /06 /giugno /2017 02:33

 

Sonia, anomala neolaureata in storia dell'arte in quanto affetta da una "grave" forma di "sindrome di Stendhal", accetta di trasferirsi dal nord Italia a Napoli per guadagnare qualcosa restaurando il quadro raffigurante San Sebastiano presente in una chiesa del capoluogo campano.

L'arrivo alla stazione e il conseguente tratto di strada per andare alla chiesa sono per Sonia un percorso ad ostacoli per la povera ragazza del nord alle prese con tutti i luoghi comuni e gli stereotipi legati al carattere dei napoletani (in chiave simpatico-buonista, pero').

Raggiunto faticosamente il luogo del lavoro, conosce il parroco e la di lui simpatica madre.

Gli altri due personaggi principali che la aiuteranno a sopravvivere a Napoli sono Barnaba, un bambinone trentottenne che vive ancora dai genitori che non ne possono piu' di lui (soprattutto il padre) e Jacopo, uno sfigatissimo signorino archivista angherizzato dal capo. Era stato abbandonato dalla madre in un cassonetto e quindi dalla fidanzata sull'altare. Tenta regolarmente il suicidio.

Sonia ha velleita' artistiche e, oltre al bizzarro restauro del quadro (che peraltro e' un falso) cerchera' di partecipare ad un concorso artistico di "installazioni", e, allo scopo, sara' aiutata da Barnaba e da Jacopo...

 

"A Napoli non piove mai" e' una innocua commedia basata essenzialmente sui luoghi comuni che Napoli e i suoi abitanti si portano appresso, e gia' dal titolo si puo' capire esplicitamente l'intento.

E' un film decisamente e leggero: non c'e' mai un accenno alla Napoli violenta di cui conosciamo quasi quotidianamente notizie, ma d'altronde non voleva neanche esserlo.

Per la freschezza e piacevolezza del racconto, si fa comunque vedere volentieri, e abbastanza spesso strappa qualche risata, per fortuna senza puntare al trash o al volgare.

E' il primo film di Sergio Assisi, che ne e' anche soggettista, sceneggiatore e produttore.

Assisi e' un attore che di solito interpreta fiction televisive. Questo modello e' sicuramente presente nel film in oggetto, dove assisi interpreta la parte di Barnaba.

 

 

A Napoli non piove mai - (Sergio Assisi, 2015) - Con Sergio Assisi, Ernesto Lama, Valentina Corti, Nunzia Schiano, Giuseppe Cantore

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Published by petardo - in Film
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15 giugno 2017 4 15 /06 /giugno /2017 02:11

 

Per il nuovo smartphone Wiko Ufeel ho subito cercato una custodia in lattice per diminuire il rischio che cadute accidentali possano danneggiarlo.

Volevo anche evitare che appoggiandolo su un tavolo con la faccia in giu' lo schermo si possa rovinare. Grazie al piccolo bordo che generalmente queste custodie hanno sulla faccia anteriore, che alzano lo schermo dalla superficie di appoggio giusto quel tanto che ne evita il contatto, si ottiene anche questo "benefit".

Non essendo uno smartphone comunissimo, nei bazar cinesi non c'e' traccia.

Ho quindi ripiegato su Amazon, dove ho trovato questa:

https://www.amazon.it/gp/product/B01E3L62NK/ref=oh_aui_detailpage_o01_s00?ie=UTF8&psc=1

Il prezzo nominale era di 9.90 euro, attualmente scontata a 6.9 euro, con 1.99 euro di spedizione.

 

Arrivata puntualissima (anzi, con qualche giorno di anticipo), la custodia si e' rivelata perfetta. Trasparente e sottile, non modifica significativamente il "look" dello smartphone.

La sua gommosita' permette inoltre una presa piu' sicura del telefono.

Aderisce perfettamente e ha le aperture corrette per microfono, altoparlante, fotocamera, flash, tasto di accensione e volume.

Consigliabilissima senza riserve.

Custodia trasparente TPU per smartphone Wiko Ufeel
Custodia trasparente TPU per smartphone Wiko Ufeel
Custodia trasparente TPU per smartphone Wiko Ufeel
Custodia trasparente TPU per smartphone Wiko Ufeel

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15 giugno 2017 4 15 /06 /giugno /2017 01:36

 

I piccoli elettrodomestici della cucina occupano spazio e spesso sono relegati in zone poco accessibili perche' utilizzati raramente.

In cucine piccole, peraltro, non c'e' neanche lo spazio per accoglierli.

Ma, ad esempio, il tostapane e la piastra elettrica sono veramente indispensabili?

Secondo me no.

Qui propongo un semplice (quasi banale) metodo per far un buon toast senza utilizzarli.

Oltretutto, utilizzando il fornello a gas anziche' l'energia elettrica, c'e' anche un risparmio di denaro.

Occorre una padella antiaderente dal fondo piatto, magari di quelle non nuovissime, in grado di contenere comodamente 1 o 2 toast e una pentola dal fondo largo come 1 o 2 toast, ma piu' piccola della padella.

Dopo aver confezionato il toast (nell'esempio in foto ho usato fette di pane morbido ai 6 cereali Esselunga farcite con brie e petto di tacchino al forno AIA Aeuilibrium) si mette la padella sul fuoco, moderato.

Quando e' calda (ma non troppo, anche per evitare di danneggiarla) si mette il toast sul quale si appoggia la pentola con acqua all'interno per fare un po' di peso.

Dopo circa 3 minuti si gira il toast e si lascia sul fuoco per altri 3 minuti in modo che si tosti il secondo lato.

A questo punto anche il formaggio interno si e' fuso e il toast e' pronto per essere gustato.

Con un pochino di esperienza si trovera' l'intensita' della fiamma piu' corretta e il tempo di cottura ottimale per non rovinare la padella e tostare alla perfezione il pane.

Come farsi un toast senza tostapane o piastra elettrica
Come farsi un toast senza tostapane o piastra elettrica
Come farsi un toast senza tostapane o piastra elettrica
Come farsi un toast senza tostapane o piastra elettrica

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14 giugno 2017 3 14 /06 /giugno /2017 03:02

 

Dalla Barilla, una novita' per la pasta: anziche' di grano duro, propone una linea di pasta secca ai 5 cereali.

Oltre al grano duro, comunque presente per ben l'80%, contiene le farine di grano tenero (8%), orzo (8%), mais (3%) e segale (1%).

Infatti, al palato, non mi sembrava particolarmente diversa dalla pasta comune...

Diciamo che si tratta poco piu' di una trovata pubblicitaria legata alla moda del momento.

 

La ricetta (per 2 persone) che ho utilizzato prevede di far rosolare 2 cipollotti in 2 cucchiai di olio e un pizzico di sale.

Poi si aggiungono 150 g di fave surgelate sbollentate in acqua salata e quindi spellate (operazione piuttosto noiosa) e si continua la cottura per circa 10 minuti, regolando di sale e pepe.

Si grattugia 100 g di pecorino e se ne fanno fondere 70 con un po' di olio, pepe e 2 cucchiai di acqua di cottura della pasta.

Si lessa la pasta (140 g) per 9 minuti. Quindi si scola e si condisce con il pecorino fuso e una noce di burro, un po' come si fa con cacio e pepe.

Poi la si mette in piatti individuali riscaldati e si aggiungono le fave e il pecorino rimasto.

Pennette rigate Barilla ai 5 cereali con fave e pecorino
Pennette rigate Barilla ai 5 cereali con fave e pecorino
Pennette rigate Barilla ai 5 cereali con fave e pecorino
Pennette rigate Barilla ai 5 cereali con fave e pecorino

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